Eros e adulterio del vecchio Leos

Amore e morte. Soprattutto eros. Il personaggio di Kat’a Kabanovà, che un marito debole non sa amare e rispettare né difendere dagli oltraggi violenti della suocera, è una denuncia della società borghese e della sua ipocrisia. Vale anche però come espressione di un Leos Janácek sessantasettenne cui l’amore per una donna più giovane di lui di quarant’anni, Kamila Stoesslova, moglie di un antiquario, dà grande forza vitale e artistica: anche riguardo il tema dell’adulterio, dominante nell’opera. L’erotismo sempre latente nella figura e nel melos di Kat’a e l’incontro con Boris sono dunque un «dialogo ideale» fra innamorati. Quanto all’uragano, molti ricordano una foto di Janácek in Olanda, sulla riva del Mare del Nord, dove il musicista annota sul suo libretto le vibrazioni delle onde. Lo stesso block notes in cui scriveva quelle inflessioni della lingua ceca che troviamo nel canto di tanti personaggi in Kat’a Kabanovà.