Errani, la sorpresa dell’altro mondo

La mascotte ha fatto una smorfia alle compagne, ha preso il volo e s’è qualificata per la prima volta in carriera agli ottavi di uno Slam. E’ lei, Sara Errani, alta appena 164 cm, quasi un’anomalia rispetto a molte delle sue avversarie, specie dell’Est Europa, la migliore tennista italiana del momento. All’Australian Open s’è messa alle spalle Pennetta e Schiavone, celebratissime stelle del nostro movimento, eliminate senza remissione nei turni precedenti. Piccola, sorridente e tosta, è riuscita in un’impresa che impreziosisce la sua carriera, priva di particolari acuti, e le permetterà di migliorare la sua posizione di numero 48 al mondo. Finora ha vinto due tornei in singolo, entrambi nel 2008, e otto in doppio di cui cinque in coppia con la Vinci. Migliore lo score in Federation Cup dove ha collezionato 11 successi in 14 incontri, vincendo in particolare singolare e doppio nella semifinale 2010 contro la Repubblica Ceca e il doppio nella finale 2009 contro gli Usa, anche se in ambedue i casi a risultato acquisito.
Nella notte di ieri ha superato in tre set la romena Cirstea, numero 59, che aveva raggiunto il terzo turno concedendo appena 6 game all’azzurra Vinci. Ma il successo poteva essere ancora più imperioso (6-7, 6-0, 6-2) se la ragazza di Massa Lombarda, provincia di Ferrara, avesse concretizzato prima una palla break sul 4-4 del primo set e poi un set-point sul 6-5 del tie-break. In precedenza aveva schiantato la russa Petrova, numero 29, che sarà anche in flessione ma aveva fatto fuori la beniamina di casa, l’australiana Stosur, recente vincitrice degli Internazionali di Francia.
Fra poche ore Sara si giocherà l’opportunità di approdare ai quarti con Jie Zheng, la prima cinese a raggiungere la semifinale di uno Slam, affermatasi nel torneo di Auckland grazie al ritiro della Pennetta, con un passato fra le prime 15 del mondo. Non inganni quindi il fatto che sia solo numero 38. La ragazza picchia come un martello da fondo campo e si agita come un folletto. Ma Sara Errani, che si allena a Barcellona con Pablo Lozano e David Andres, è apparsa più solida e competitiva di sempre dopo un inverno di durissimo lavoro. Migliorasse anche il servizio, passabile la prima, al ralenty la seconda, potrebbe chiudere la stagione fra le prime 20. Barazzutti ci crede, anche se ritiene ancora distante un passaggio di testimone con Franci e Flavia che, sia pure per motivi diversi, non offrono le garanzie di qualche tempo fa. La Schiavone alterna grandi partite a clamorosi passi falsi mentre la Pennetta, la tennista che più ha giocato negli ultimi due anni, è condizionata dai problemi fisici.