Errori arbitrali, ora Cairo si sfoga: "Al Toro mancano sei o sette punti"

Il presidente del Torino: «Pubblicheremo sul nostro sito l'elenco delle sviste a noi sfavorevoli. Almeno un terzo delle partite sono state decise con dei torti arbitrali». E Gussoni risponde a Mourinho: «Accuse larvate e fuori luogo»

Come sempre, nell'occhio del ciclone finiscono sempre loro: i fischietti del nostro campionato. Prima Mourinho dopo Lecce-Inter, per un rigore non dato a Ibrahimovic, ora anche il numero uno granata, Urbaino Cairo, passa al contrattacco. «Se avessimo avuto un trattamento regolare, oggi avremmo 6-7 punti in più. Ho fatto fare un elenco dei torti arbitrali subiti quest'anno: dalla prima giornata, ci sono stati errori in 6 o 7 partite». Cairo si lamenta per gli errori arbitrali che «dall'inizio della stagione» penalizzerebbero la formazione granata. Con 19 punti, il Torino è penultimo in classifica in compagnia del Chievo. Ieri lo scontro diretto è terminato 1-1. «Anche ieri ci sono state situazioni eclatanti, compreso il gol che abbiamo incassato», dice Cairo intervenendo a "La politica nel pallone" su GR Parlamento. «È stato determinante un guardalinee, D'Agostini, che ha annullato a noi un gol di Bianchi contro il Cagliari: lo stesso assistente ieri ha ritenuta valida una rete identica. Oltre a questo episodio, c'è un rigore non concesso al Torino per fallo di Yepes su Stellone», dice Cairo prima di snocciolare le partite che sarebbero viziate da decisioni errate. «Il Torino non deve vincere lo scudetto o andare in Champions League. Ma 7 partite su 23 sono state condizionate da errori arbitrali, molti dei quali avvenuti su risultati di 0-0. Si tratta di un terzo delle gare giocate, tutto questo mi comincia a sconcertare e mi fa pensare», dice ancora il numero 1 della società granata. «Mi sono sfogato dopo Sampdoria-Torino, ma le cose non sono cambiate. Anzi, sono peggiorate. Sono accaduti altri episodi, almeno 4 importanti. Ho sempre detto che mi fido dei direttori di gara, ma si dice che 3 indizi facciano una prova... Qui siamo a 7...» Nelle ultime ore, Cairo non ha avuto contatti con il presidente della Lega, Antonio Matarrese. «Non l'ho sentito. In questo momento sono amareggiato, non so se il Torino non sia simpatico a qualcuno. Ho sempre avuto fiducia nel designatore e negli arbitri, ma ci sono situazioni estremamente negative per noi», dice ancora. «Se siamo nella parte bassa della classifica, sicuramente ci sono nostre responsabilità. Ma non si può trascurare che le partite di oggi siano molto equilibrate e spesso decise da un episodio: io sono sportivo e leale, ma 7 partite su 23 -ripete riferendosi alle gare che sarebbero viziate da sviste dei fischietti- sono veramente tante... Fino ad un paio di settimane fa, secondo l'articolo di un quotidiano, la Fiorentina era la squadra più penalizzata: ora siamo senza dubbio primi noi». «Magari -annuncia- pubblicheremo l'elenco dei torti sul nostro sito, così tutti si renderanno conto. E non parlo più di quelli dello scorso anno, li considero prescritti». Un duro sfogo che però non può mascherare le pecche del suo Torino evidenziate fino a questo punto della stagione. «Tutto questo -conclude- non deve trasformarsi in un alibi: prepareremo con maggiore impegno e determinazione la prossima partita con la Lazio». GUSSONI E MOURINHO In attesa di una risposta alle esternazioni di Cairo, il presidente dell'Associazione italiana arbitri Cesare Gussoni ha risposto a Josè Mourinho: «Quelle di Josè Mourinho contro gli arbitri sono accuse larvate e fuori luogo. Mourinho ha una sua visione del campionato italiano che gli lascio volentieri non spetta a me giudicarlo, sarà qualcun altro eventualmente a farlo. Per quel che mi riguarda io insisto nel dire che, dopo la grossa crisi di calciopoli. mediamente la classe arbitrale sta migliorando». Secondo Gussoni, «un po' tutti» si lamentano ma «certe voci fuori dal coro, specialmente nell'ultima giornata, mi sembrano più dettate dal desiderio di fare pretattica». A corollario della querelle, infine le parole di Petrucci, a ribadisce il «no» del Coni all'idea di una federazione dei fischietti. «È logico che gli arbitri stiano sotto la federcalcio. Il fatto stesso che la Fifa non riconosca alcuna federazione al di sopra di questa ne è dimostrazione. È logico e giusto che oggi gli arbitri siano sotto l'organizzazione della Figc».