Errori si nasce

Siccome nella vita serve saper ammettere di avere sbagliato, lo faccio volentieri prima che un signore svizzero che avevo invitato alle ferie forzate venga a cercarmi con la racchetta in mano. Bisogna avere fede nei più grandi e ricordarsi che nel corso di una vita uno come Federer – cioè uno capace di passare dal disastro in singolare di Pechino al trionfo degli Us Open in un attimo - se ne può vedere appunto solo uno. Nel gruppo di gente brava ma più normale, invece, ce n’è tanta e bisognerebbe che i suddetti se lo ricordassero.
Luca Toni, tanto per fare un esempio, ha avuto dal calcio il successo che si merita e giustamente se ne vanta. Ma ora che in Nazionale è un po’ giù, dice che se lo fischiano è tutta colpa di noi abituati a tranciare giudizi. In pratica: «Siccome io adesso non segno, la stampa mi massacra e si dimentica quello che ho fatto». Assolutamente no, però si può anche dire che sia agli Europei che nelle ultime due partite azzurre l’apporto di Toni è stato inferiore alle attese. Forse è vero che noi della stampa non capiamo nulla, ma visto che il suo lavoro è far gol e lui li fa solo con il Bayern (vedi sabato) probabilmente c’è stato un errore. E questa volta non è nostro.