Eruzione di colori, suoni ancestrali Bjork cambia ancora la sua tribù

Poi, ma solo poi, lei capovolge la testa e allora sì che si fa riconoscere. D'altronde a Bjork piace stupire e soffre quando non ci riesce: avendo esaurito la fase fatale, nel senso di fata, ora è entrata in quella tribale, fatta di ritmi e ossessioni ancestrali e vaghi richiami ambientalisti, da Darwin fino a Naomi Klein. Insomma, il contrario di prima. Perciò in questo video Earth intruders c'è quello che non t'aspetti: il bum bum dei tamburi, l'incedere della voce fa da sfondo alla danza di una tribù mentre il volto rovesciato di Bjork controlla dall'alto, in un'eruzione di colori ansiogeni e irruenti. L'effetto è straniante, la morale è sempre quella: comunque vada, che si mostri celestiale o diabolica, terrestre oppure rarefatta, Bjork inquieta, a dimostrazione che la musica è il suo lettino e noi, che siamo i suoi (purtroppo) ascoltatori, funzioniamo da psicoterapia. Finché dura.

BJORK - Earth intruders (Universal)