Esaltare la vettura come espressione di libertà

Piero Evangelisti

All’interno del raffinato mondo di BMW, costituito di fabbriche ultramoderne, come quella di Lipsia, la più giovane, di laboratori di sviluppo tecnologico e di centri design dai quali scaturisce, complessivamente, la qualità «premium» di ogni auto della casa di Monaco, ci sono anche realtà quasi artigianali, che contribuiscono a esaltare quella peculiarità. Una di queste è la divisione «Individual», creata quindici anni fa (come costola della prestigiosa Motorsport, la mitica divisione «M») per rendere ancora più esclusive, attraverso la personalizzazione, automobili che potrebbero apparentemente, per le caratteristiche intrinseche, non averne certo bisogno.
All’inizio si trattava di pochi pezzi unici, destinati a divenire immediatamente delle ricercate rarità, come il prototipo disegnato nel 1991 da Karl Lagerfeld o quello di David Hockey, realizzato su una Serie 6 che al posto del sedile del passeggero alloggiava un cesto con riserve d’acqua destinate ai due bassotti, fedeli compagni di viaggio dell’artista. Tanta eccentricità (comunque non esaurita) ha via via lasciato il posto a una personalizzazione sempre esclusiva, «su misura», ma estesa a un maggior numero di clienti, circa 20mila l’anno, che possono modellare le finiture della propria Bmw così come arrederebbero il proprio appartamento sull’esclusiva Park Avenue, a Manhattan. Per comprendere meglio le possibilità offerte da Bmw Individual può essere interessante analizzare una recentissima creatura, naturalmente una di quelle decisamente outstanding, una 760 Li destinata a Luigi Macaluso, presidente della Girard-Perregaux. Non è stata impresa facile trasferire, su un’automobile, i criteri ispiratori dell’esclusiva boutique della marca svizzera da poco aperta a Gstaad, il punto di partenza indicato da Macaluso. Lusso estremo ovviamente, ma che riprendesse colori, materiali e accessori che caratterizzano l’eccezionalità del raffinato negozio (il vocabolo può apparire banale) dove protagonisti sono il legno africano (Wengé), il titanio, le sedie disegnate da Mies van der Rohe e le corna di cervo.
Per la carrozzeria, pensando al passato di pilota da corsa del signor Macaluso, è stato scelto il verde Silverstone II, una tinta che emana iridescenze variabili a seconda dell’incidenza della luce. E fin qui saremmo quasi nel solco di una semplice personalizzazione. La sfida è nata al momento di usare il legno Wengé, caratteristico per le calde venature che spaziano nella tavolozza dei marroni, ma anche per la sua durezza, non facile da sagomare per gli inserti (soprattutto quelli nel volante) per i quali, al posto del titanio della boutique, è stato utilizzato alluminio spazzolato. L’impressione complessiva che si ha osservando gli interni di questa particolare Bmw 760 Li è la sintonia con lo stile degli orologi Girard-Perregaux: capolavori di artigianato, lussuosi ma non appariscenti, che non dovevano però divenire protagonisti nell’abitacolo.
I fortunati selezionatissimi clienti che prenderanno posto sulla vettura potranno ammirare la collezione della fabbrica svizzera attraverso un filmato che scorre sugli schermi da 9,5 pollici inseriti negli schienali dei sedili anteriori. Sul pomello dell’iDrive è poi inserito il «tourbillon», il capolavoro storico della collezione Girard-Perregaux . Naturalmente è inutile chiedere i costi di questa «concept», che è l’emblema delle possibilità estreme che Bmw Individual offre, senza mai sforare nell'esibizionismo.