Esame in ospedale? Ripassi a fine anno

Si può aspettare anche sette mesi per fare un’ecografia a Milano. Capita, se si vuol prenotare al «Niguarda», mentre al poliambulatorio di via Rugabella i pazienti se la cavano in dieci giorni. Si va a fine ottobre anche per una banale visita oculistica al «Fatebenefratelli», mentre al Policlinico non si supera la fine di marzo e al «San Paolo» l’appuntamento viene fissato a metà luglio. Liste d’attesa scoraggianti anche per un’operazione alla cataratta al «Pio X»: 4 mesi d’attesa con il Servizio sanitario nazionale. Sì, perché la costante è che pagando i tempi si accorciano, fino ad azzerarsi: da tre a dodici giorni per l’oculista sborsando da 80 a 100 euro, solo una settimana per un esame addominale al costo di 150 euro.
L’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani spiega che anche i cittadini hanno la loro parte di colpa: molti prenotano in più ospedali e poi non disdicono, ingolfando le liste. È allo studio una contromisura: un centro di prenotazione generale che «respinga» chi ha già preso un appuntamento.