«Esame tutto da cambiare, ormai è solo una parodia»

da Roma

«Il nuovo ministro della Pubblica istruzione ha dichiarato che dal prossimo anno tutto verrà cambiato. Staremo a vedere. Certo è che non c'è stato nuovo ministro che non abbia promesso grandi cose. Con i risultati che tutti sappiamo». Lo scrive l'Osservatore Romano in una nota dedicata agli esami di maturità in corso in questi giorni.
L'Osservatore definisce «preoccupante» il sistema seguito per lo svolgimento degli esami di Stato «ridotti, più che a larva, a parodia di ciò che dovrebbero essere, questi esami sono tenuti surrettiziamente in piedi al solo scopo di rispondere al dettato dell'articolo 33 della Costituzione che per l'appunto prescrive un esame di Stato per la conclusione dei vari ordini e gradi di scuole». Ci si è ridotti, secondo il giornale vaticano, «a un formale adempimento di questo dettato costituzionale, con prove che non provano un bel nulla, contribuisce a determinare un sostanziale inadempimento di altri dettati come quello dell'articolo 9 che assegna allo Stato un compito, quello di promuovere lo sviluppo della cultura, che non può certo essere assolto con questo sistema scolastico e con questo tipo di conclusione del corso degli studi». Commentando infine le tracce assegnate ai candidati per la prova d'italiano, il quotidiano della Santa Sede stigmatizza «il fatto che, almeno le tracce della tipologie A e B, richiedendo un'analisi del testo e un saggio breve o un articolo di giornale, per quanto possano in sé presentarsi più o meno appropriate, vanno senz'altro giudicate intrinsecamente false e tali da indurre a falsi risultati».
«Falsa commedia, oltre che invito all'improvvisazione a alla superficialità, è infatti - conclude la nota vaticana - chiamare un esercito di circa mezzo milione di ragazzi a giocare per un giorno a fare i giornalisti, i saggisti o gli strutturalisti. Tutto questo quando, almeno in fatto di lingua, non ci si è preoccupati di far loro raggiungere almeno quel traguardo che una volta costituiva il requisito minimo per il conferimento della licenza elementare, e cioè leggere e scrivere correttamente, e quando inoltre, fatte le dovute ma ristrettissime eccezioni, i loro interessi e le loro prospettive sono di tutt'altra natura».