«Esami lampo all’università» Prof calunniato da un collega

Luca Dezi, docente di economia, fu accusato di dedicare 90 secondi ad allievo e perse una promozione. Ma la verità era un’altra

Quando quelle voci, sussurrate nei corridoi della facoltà, arrivarono anche a lui, Luca Dezi non diede molto peso alla cosa. D’altra parte «esami-lampo» lui non ne aveva mai fatti, quindi perché preoccuparsi? Ma quando le stesse voci rimbalzarono su giornali locali e nazionali, provocando persino un’interrogazione parlamentare, le cose cominciarono ad assumere un aspetto molto più sinistro. Dezi, docente universitario romano, oggi è Ordinario presso la facoltà di Economia dell'Università «Parthenope» di Napoli, titolare della cattedra di Economia e Gestione delle Imprese, ma ricorda ancora l’amarezza di quel settembre del 2001, quando insegnava come professore Associato alla «D’Annunzio» di Pescara. All’epoca, infatti, qualcuno diffuse notizie false, inventando che il professor Dezi potesse essersi comportato come una specie di «Speedy Gonzales» dell’ateneo abruzzese.
Merito - anzi colpa - di un suo collega, un ordinario pescarese che diede la stura alle voci dalle quali siamo partiti. E cioè che in una sessione di esami di fine estate di quel 2001, Luca Dezi avrebbe «dedicato» appena 90 secondi a ogni studente. Un minuto e mezzo a testa, per poter archiviare più di 400 interrogazioni in un giorno. Possibile? Ovviamente no. E infatti non era vero.
Il caso, nato a causa delle false accuse lanciate da quel docente, querelato da Luca Dezi e rinviato a giudizio (il processo è in corso, la prima udienza è in calendario in questi giorni), provocò l’apertura di un’inchiesta interna da parte del Rettore. Con tanto di creazione ad hoc di una commissione per accertare se davvero in quella discussa sessione d’esami Dezi avesse valutato la preparazione dei suoi studenti in una manciata di secondi.
Ma fin dall’inizio le accuse suonavano strane. Luca Dezi in quel periodo era infatti titolare di cinque insegnamenti (Tecnica industriale e commerciale, Marketing, Economia e gestione delle imprese, Economia e gestione delle innovazioni aziendali, e ancora Marketing al corso di diploma universitario di Lanciano), e secondo le schede di valutazione redatte dagli studenti, ogni singola materia da lui insegnata riportava punteggi al di sopra delle medie di Ateneo e di quelle di Facoltà in termini di valutazioni complessive del docente e dell’insegnamento. Oberato di lavoro, praticamente senza assistenti e ricercatori, ma decisamente apprezzato dai suoi studenti.
Una serie di elementi che pure, uniti al parere favorevole alla sua chiamata come Ordinario, espresso all’unanimità dal dipartimento di Studi aziendali, non era bastato a far sì che il consiglio di facoltà desse il proprio assenso all’«upgrade» di Luca Dezi come docente di prima fascia. Una decisione dettata ufficialmente da «motivi di budget». Probabilmente il frutto di «contrasti, disagi tra docenti locali e quant’altro...», come potrebbe sostenere chiunque conosca un minimo la vicenda e i personaggi coinvolti. Luca Dezi di fronte a quella situazione a dir poco antipatica, ha preteso e ottenuto che la verità venisse a galla. Benedicendo, tra l’altro, l’istituzione della commissione di verifica da parte del Rettore, incaricata di accertare le modalità e i tempi di svolgimento degli esami delle materie di: Economia e gestione delle imprese, Economia e gestione dell’innovazione aziendale, Marketing, con particolare riferimento al giorno 19 luglio 2001. E così la commissione, dopo due mesi di «indagine», a dicembre del 2001 si riunisce e chiarisce il caso: «Alla luce degli accertamenti esperiti che hanno permesso di riscontrare una durata minima dell’esame di almeno 45 minuti, riconosce all’unanimità la regolarità delle prove d’esame in oggetto». Nessuna interrogazione-lampo, insomma, come è giusto sottolineare, anche se a distanza di tempo. Il dipartimento in cui lavorava il professore latore delle false accuse, intanto, è stato commissariato, il direttore è stato sollevato dall’incarico. Nello stesso periodo la Facoltà di economia si è addirittura scissa, generando una nuova facoltà, di «Scienze manageriali». Tanto che oggi il professor Dezi può ripensare a quella esperienza definendola comunque formativa, anche se, senza dubbio, profondamente dolorosa.
Questa la lettura, per quanto possibile obiettiva, degli accadimenti, dovuta al Professor Dezi, in attesa che la giustizia faccia il suo corso, perché altri docenti non abbiano a trovarsi in situazioni come quella che abbiamo rievocato e che eventi così incresciosi quanto poco veritieri non abbiano più a ripetersi, per il buon nome dell’istituzione universitaria e delle persone serie ed oneste che cercano di adempiere pienamente, con rettitudine e rigore morale ad impegni didattici e scientifici, ma ancor più alla funzione sociale che sempre dovrebbe essere l’obiettivo prioritario della buona docenza.