Esami del sangue per il Pdl tra favorevoli e contrari

Illustrissimo Alfredo Biondi e caro Massimiliano Lussana dall’alto delle vostre posizioni illuminate anche me, povero profano della politica.
Il Popolo delle Libertà è una casa aperta a tutte le persone che abbiano il desiderio d’aderirvi. Altra cosa sono le forze politiche. Emblematico il caso del partito Liberale, che andato a congresso pochi mesi fa a Roma, ha deciso a maggioranza di restarne fuori. Ora si pone il problema (personale), a quanto capisco, di chi non condivide la linea assunta a livello nazionale dalla nuova dirigenza. Sembrerebbe scontato dire: iscrivetevi alla PdL e portate avanti i vostri ideali all’interno della nuova formazione politica. Non credo che in questo caso servano «analisi del sangue» particolari. Altro è invece il problema della dirigenza regionale del PLI, che riunitasi recentemente, ha manifestato l’intenzione di sostenere in Liguria lo schieramento del Popolo della Libertà. Io francamente non ci capisco più nulla. Vi sarei grato se dall’alto della vostra saggezza poteste spiegarmi cosa effettivamente sta succedendo. D’altronde Alfredo Biondi a quanto mi è dato sapere è parte integrante della dirigenza fondativa del Popolo delle Libertà sia a livello nazionale che a livello regionale e inoltre è sempre stato coerentemente e lealmente membro di Forza Italia. «Insaporitori» i liberali che hanno vinto il congresso, non sembrano proprio. A meno che, i congressi non contino veramente più nulla.
Con rinnovata stima e ammirazione.

Caro Direttore, lei centra, come sempre, un problema vero e pesante.
Personalmente, avendo avuto la tessera n° 410 di Fi del 1994 ed avendola rinnovata ininterrottamente, accompagnando il Partito in tutte le sue vicissitudini, ho assistito - almeno localmente - a tutti gli «assalti alla diligenza» ed a tutti gli abbandoni «della nave che affonda».
Ogni volta che questi assalti si verificano, il sentimento di gioia per la vittoria si alterna a quello di angoscia, per la nuova ondata di «clandestini», o «nomadi» della politica, che entrano come dice Lei, nel Partito, senza preventivo esame del sangue.
Non è secondario il fatto, che Lei cita all'inizio, circa il trattamento da «figliol prodigo» generosamente tributato, senza se e senza ma, tanto a coloro che tornano, quanto a coloro che arrivano freschi freschi da lidi politici lontani e fino a ieri a noi ostili.
Infatti questo riguardo, che viene spesso tributato in misura proporzionale, non tanto al valore morale e politico del nuovo adepto, quanto alla sua presunzione e prepotenza nel chiedere, diventa un'autentica offesa intima verso chi silenziosamente ha sempre servito - nel suo piccolo - il Partito, senza mai ricevere un solo «grazie», anzi, poiché la sua fedeltà è a prova di bomba, spesso dimenticato e/o trattato come un vecchio mocio vileda, buono solo per presidiare i gazebi, distribuire volantini in campagna elettorale e rappresentare la lista nei seggi.
Non intendo comunque aprire questo libro che, anche per Savona, presenta alcune pagine non proprio esaltanti, ma su cui tengo a precisare di non avere alcun motivo di recriminazione o lamentela personale.
Il problema vero è un altro.
Esso consiste nel fatto che, a forza di accettare tutti, senza appunto alcun esame del sangue, si è già verificata una deriva ideale grave all'interno del Pdl, tanto che ormai, spesso anche a livello direzionale locale, si sentono esprimere idee e luoghi comuni totalmente (e forse inconsapevolmente) contrastanti con la linea ideale e politica del centro-destra. Qualche esempio preoccupante lo abbiamo avuto anche agli Stati Generali di Varazze, circa i problemi ambientali ed energetici.
Si rischia insomma di avere tra i quadri di partito, persone che si portano dietro, in modo più o meno consapevole, una cultura ed un approccio ai problemi importanti, totalmente incompatibili con gli ideali e la politica propri del Pdl. Non basta appiccicarsi un'etichetta, è necessario condividere intimamente, pur nella salutare diversità di opinioni, tutti i principi fondanti del nostro modello di civiltà.
Se si fanno delle scuole di politica, non ci si deve quindi limitare a spiegare i meccanismi elettorali o le incombenze amministrative dei sindaci, ma si deve fare della vera cultura politica di centro-destra, o meglio operare una sorta di «disinquinamento», civile prima ancora che politico, a riparazione dei guasti profondi, provocati nella Società dal dominio della cultura di sinistra, degli ultimi decenni.
Emilio Barlocco - Stella

Il preventivo esame del «sangue», per l'accesso al Pdl, non so se possa portare vantaggi.
Sono certo, però, che la disponibilità a prestare la propria persona, anche sono per «leccare» i francobolli, sia un valore immenso.
Un grande partito moderato ed atlantista, come il Pdl, non può, di sicuro, farne a meno.
Pertanto, personalmente, non farò mai quell'esame del sangue.
Sono, però, completamente disposto a sottopormi all'analisi della «lingua». Per testare le mie capacità di... valida «affrancatura» della posta.
Un caro saluto.
Michele Forino