Esaminato in aula il pigiama della discordia

Dopo sette ore di udienza è stato rinviato al 24 maggio il processo d'appello per il delitto di Cogne. La Corte ha anche stabilito di eseguire il 25 maggio, insieme alle parti, il sopralluogo nella villetta in cui fu ucciso il piccolo Samuele Lorenzi. Il 24 maggio i giudici decideranno se accogliere o meno la richiesta, formulata dalla difesa, di una perizia su una macchia trovata all'esterno della casa. Intanto ieri, per la prima volta, i pantaloni del pigiama sono entrati in aula: l'indumento della discordia è stato esaminato da giudici e consulenti tecnici sotto gli occhi del pubblico - una ventina di irriducibili spettatori - e di un’impassibile Anna Maria Franzoni. È stato uno dei momenti più carichi di pathos di un’udienza dedicata, per il resto, interamente alla scienza e alle discussioni fra i periti, e sette ore non sono bastate a metterli d' accordo. Intanto la Franzoni si sfoga. «Non bisogna guardare solo verso una parte, bisogna investigare prendendo in considerazione anche gli altri aspetti» ha detto dopo l'udienza a una conoscente a proposito dell’atteggiamento di alcuni giornalisti che seguono il suo processo. I quotidiani avevano messo in relazione la sua assenza all’udienza precedente con la volontà di sottrarsi a un interrogatorio.