Escalation di violenze, le donne hanno paura

«Roma appare sempre più una città non a misura di donna in tema di sicurezza». L’amaro commento di Barbara Saltamartini, coordinatrice nazionale del dipartimento Pari Opportunità di An e consigliere alla Provincia di Roma, è il più adatto a suggellare una giornata in cui gli abusi nei confronti delle donne hanno riempito la cronaca nera.
Tre gli episodi a Roma e provincia. Il più grave probabilmente quello avvenuto nella notte tra domenica e ieri a Villa Borghese, dove un albanese è stato arrestato dagli agenti del commissariato Salario Parioli per aver violentato una giovane studentessa cinese che passeggiava. Il violentatore, I.B. di 19 anni, noto alle forze dell’ordine e irregolare, approfittando dell’orario notturno e dell’ingenuità della ragazza, ha aggredito la cinese per abusarne sessualmente. Gli agenti del commissariato, che erano in zona per alcuni controlli, sono riusciti a intervenire con tempestività su segnalazione della sala operativa e dopo una battuta nel parco sono riusciti a catturare l’uomo fuggito in seguito alle grida della donna.
Secondo caso a Genzano, anche qui nei giardini, quelli pubblici di via Togliatti. Qui un cittadino marocchino, B.A., di 28 anni, residente ad Ariccia, è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Genzano con l’accusa di molestie sessuali su minorenne. Il fatto è accaduto domenica intorno alle 19.30. Il giovane, dopo aver seguito due ragazze della zona di nemmeno 15 anni, si è avvicinato e ha cominciato a molestare una delle due. Le ragazze hanno gridato chiedendo aiuto e in breve sono giunti sul posto i carabinieri della stazione locale che hanno arrestato B.A. La ragazza è stata soccorsa e portata in ospedale dove le sono state riscontrate lesioni guaribili in cinque giorni e un lieve stato di shock. Infine a Pomezia, dove i carabinieri della locale stazione hanno arrestato con l’accusa di violenza sessuale due romeni che, a bordo di un bus di linea affollato, dopo aver infastidito alcune adolescenti che rientravano da scuola, hanno preso di mira una diciannovenne alla quale hanno «dedicato» attenzioni troppo pesanti. I due romeni hanno circondato la ragazza e, mentre uno dei due le bloccava le mani da dietro, l’altro le toccava il fondo schiena e altre parti intime, davanti agli altri passeggeri. A intervenire per prima è stata la madre della ragazza aiutata dagli altri occupanti del bus. A calmare gli animi e a salvare i due aggressori da un linciaggio, sono stati i carabinieri di Pomezia che in pochi istanti sono intervenuti. I militari hanno arrestato i due romeni. Così per I.E.O., 20enne, e V.C., 24enne, entrambi pregiudicati e in Italia senza fissa dimora, si sono spalancate le porte del carcere di Velletri. «Questo crescendo di aggressioni e violenze che sempre più spesso vede le donne vittime - chiosa la Saltamartini - dimostra che Roma è ormai lontana da quel diritto alla sicurezza e alla qualità della vita urbana indicato come priorità dal sindaco Veltroni nel Patto per la sicurezza».