Esce dal carcere il musical dei detenuti di Opera

Raggiunto l’obiettivo di portare fuori dal carcere di Opera il musical <em>La Luna sulla Capitale</em>,
per una serata speciale al Teatro degli Arcimboldi. Uno spettacolo
unico: il 9 maggio sul palcoscenico di via dell’Innovazione saliranno
come interpreti una ventina detenuti

Milano - Il musical dei detenuti di Opera davanti al grande pubblico del Teatro degli Arcimboldi. Alla fine ci sono riusciti. Comune di Milano, Regione Lombardia, Provveditorato regionale per l’amministrazione dei penitenziari, la cooperativa Exit e il Tribunale di sorveglianza di Milano hanno raggiunto l’obiettivo di portare fuori dal carcere di Opera il musical La Luna sulla Capitale, per una serata speciale al Teatro degli Arcimboldi. Uno spettacolo unico: il 9 maggio sul palcoscenico di via dell’Innovazione saliranno come interpreti una ventina detenuti, per lo più provenienti dal circuito di alta sicurezza, dove stanno scontando condanne all’ergastolo per reati legati alla criminalità organizzata. L’incasso della serata sarà devoluto in parte all’associazione "Hope of Children" e in parte servirà a finanziare nuovamente il laboratorio musicale dei detenuti.

E' proprio dal sostegno a questo laboratorio, curato dalla cooperativa Exit, che è nata l’idea di portare lo spettacolo anche fuori dalle mura del carcere. Dopo la rappresentazione del 5 febbraio scorso nel carcere di Opera, le istituzioni si sono messe al lavoro per far conoscere a un pubblico più ampio lo sforzo e l’impegno di questa cooperativa e di questi attori speciali. Quello del 5 febbraio non è stato il primo spettacolo, aperto al pubblico, che si è svolto al carcere di Opera. Già nel 2010 i detenuti avevano portato in scena il musical I 10 mondi, che ha riscosso molto successo e ha raccolto offerte destinate alla ricostruzione del campetto di calcio della scuola elementare di San Demetrio in provincia dell’Aquila, distrutto dal terremoto.

Il musical La luna sulla capitale è curato da Isabella Biffi. Narra la storia di un ragazzo di 14 anni che sogna la mamma defunta. Nel sogno la madre lo incoraggia ad andare in città, a diventare un uomo di valore, unico modo per essere davvero di aiuto alla sua famiglia. Quella d’origine è una povera famiglia di spazzacamini che all’inizio cerca di trattenerlo, ma poi decide di lasciarlo libero permettendogli di iniziare un’avventura che procura sacrifici e difficoltà prima di assaporare il traguardo. Può essere interpretato come il viaggio-metafora degli stessi detenuti, per ora attori preparati anche se non professionali.