Esce dalla festa, stuprata da uno straniero

da Bologna

Stuprata dopo una festa di laurea, in pieno centro. Giovedì notte, appena uscita da un locale di via Petroni, dopo qualche brindisi di troppo per festeggiare. La ventottenne ha ricordi confusi su quanto è accaduto quella notte, ma c’è un momento che non cancellerà mai più dalla memoria: quando un uomo straniero alle sue spalle la spinge a faccia in giù contro una macchina e la violenta. Attimi interminabili, durante i quali suona il cellulare. È il suo ragazzo che fa in tempo a sentire la voce dell’aggressore, a capire che qualcosa sta accadendo. Lo straniero le strappa il telefono dalle mani, ma allenta per un attimo la presa su di lei e la ragazza scappa. La fuga terrorizzata, le richieste di aiuto a tutti i campanelli lungo la strada. E dopo qualche centinaio di metri un portone che l’accoglie. Ha ecchimosi al naso e graffi sugli arti. Medicata al pronto soccorso ginecologico, non ha segni evidenti di violenza, ma - fa notare un inquirente - può esser compatibile con il fatto che era quasi incosciente. Tutto è avvenuto attorno a via Zamboni, nella zona universitaria, oggetto di proteste dei residenti per il degrado. Adesso a Bologna, di notte, c’è da aver paura. Solo il giorno prima una diciottenne aveva denunciato il tentativo di stupro di un ex compagno di scuola. Anche in questo caso in pieno centro. La polizia ha già fermato il tunisino accusato dalla ragazza. E per il caso della ventottenne un immigrato è stato portato ieri nella caserma dei carabinieri per essere interrogato. Due episodi in due giorni, ma le cronache cittadine ne hanno registrati tre solo nel mese di luglio. E nell’ultimo anno se ne contano altri. Insomma, cresce l’allarme. Il sindaco, Sergio Cofferati, prende atto: «È grave quello che si è ripetuto l’altra notte dopo analoghi atti di violenza denunciati nei giorni passati». E non manca di rimarcare la linea dura sulla legalità, che gli è valsa il soprannome di «sindaco sceriffo», ma alla fine non gli resta che ripetere il tormentone del coordinamento tra le forze dell’ordine: «La strada principale rimane quella della collaborazione tra polizia, carabinieri e vigili, ognuno nel suo ruolo e nelle sue funzioni». Il questore Francesco Cirillo loda le forze dell’ordine per i successi delle indagini. Ma a Bologna le strade continuano a non essere sicure.