Esce da San Vittore e ci torna in serata: condannato per furto

Paola Fucilieri

Sono ormai completate a Milano e in Lombardia le scarcerazioni dei detenuti che beneficiano del provvedimento di indulto. In tutto circa 900 gli ormai ex detenuti che hanno lasciato gli istituti di Milano, Bollate, Opera e Monza, tra il primo e il 3 agosto. In particolare, a San Vittore sono state scarcerate 193 persone, 295 a Bollate, 238 a Opera e 180 a Monza.
Ma c’è anche chi, appena scarcerato per effetto dell’indulto, è tornato in carcere dopo qualche ora con un processo per direttissima e pena patteggiata davanti al giudice. Lucio Concone, 36 anni, aveva lasciato la cella martedì sera ma è stato nuovamente arrestato in via Barzoni, al Corvetto, per il tentato furto di un’auto, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni per aver colpito, con un calcio, la mano di un agente di polizia che lo aveva fermato. Portato in tribunale, è stato giudicato per direttissima: cinque mesi di reclusione, circostanza che lo ha fatto riportare a San Vittore.
Anche un milanese di 35 anni, Marco C., uscito, grazie all’indulto martedì mattina alle 11 dal carcere di Monza, dove era detenuto per reati contro il patrimonio, ha festeggiato la ritrovata libertà con alcuni amici e conoscenti, ma poi, non sapendo cosa fare, ha pensato bene di rubare un’auto per andarsene in giro. Così, nella notte tra mercoledì e giovedì, è stato fermato da una pattuglia della polizia stradale di Bologna che l’ha bloccato per un controllo nella stazione di servizio «Cantagallo», sulla A1, nei pressi di Casalecchio di Reno, comune alle porte del capoluogo emiliano. L’uomo era su una Fiat Uno che ha candidamente confessato di aver rubato nel pomeriggio, nel piazzale antistante la stazione ferroviaria di Paderno, frazione di Palazzolo Milanese. Dato che era trascorsa la flagranza del reato, d’accordo con l’autorità giudiziaria, gli agenti hanno solamente denunciato il milanese per furto aggravato e l'hanno rimesso in libertà.
Diversa la vicenda di un 45enne di Corsico, Gianni Battista Abbagnato, latitante con precedenti penali, che probabilmente non sapeva nemmeno di essere stato di recente condannato a 1 anno e 2 mesi per ricettazione e che, quindi, avrebbe potuto beneficiare del provvedimento di clemenza. L’uomo, però, si è nuovamente cacciato nei guai. L’altra notte, infatti, è stato arrestato insieme ai complici in Liguria dove stavano facendo le vacanze: i circa 30mila euro di bottino, hanno spiegato poi agli inquirenti, servivano infatti a mantenere il loro alto tenore di vita tra locali e bella vita.