Esce Totti, entra Vucinic e la Roma vince la partita

Il montenegrino realizza uno splendido gol. Capitano a rischio contro il Milan e nel derby

Roma - È una Roma ancora convalescente anche in Europa, ma almeno arriva il risultato positivo. E quanto meno ci sono segnali confortanti di ripresa: dallo Spalletti bravo a mutare in corsa l’atteggiamento tattico della squadra - cosa che non gli era riuscita nelle ultime settimane – al Vucinic, destinato all’oblio per le prestazioni deludenti, diventato uomo di coppa. Suo il gol che fece sognare in grande i tifosi contro il Manchester nell’ultima Champions, suo il gol che stende il tenace Sporting Lisbona. Importante, infine, sottolineare come la Roma riesca per una volta (fatta eccezione per la finale di Supercoppa italiana) a difendere una sola rete di vantaggio, cosa che non era accaduta né a Firenze né in casa con il Napoli.

Ma c’è anche qualcosa di negativo nella serata continentale dell’Olimpico: intanto l’infortunio di Totti alla caviglia a una settimana dal derby e a pochi giorni dalla trasferta in casa del Milan. Poi è ormai appurato che l’assetto della squadra non può più prescindere da alcuni giocatori (la bravura di Perrotta negli inserimenti centrali e il Taddei da tempo infortunato mancano come il pane). In più è ormai evidente, ed evidenziata dai fischi, l’involuzione di Mancini. Che ieri ha toccato il punto più basso, sbagliando il rigore che avrebbe potuto far girare la partita a favore della Roma molto prima. Infine le solite amnesie difensive, con Mexes che non dà più le sicurezze di un tempo. E meno male che Juan, bravo a segnare un gol (come aveva fatto a Reggio), non sbaglia un intervento.

Olimpico pieno per un terzo e, vedendo lo spettacolo del primo tempo, non ha avuto torto chi è rimasto a casa. Spalletti fa di necessità virtù dopo che Perrotta è out per una caviglia gonfia giratasi nell’ultimo allenamento, schierando Cassetti esterno a destra nella linea a tre dietro Totti. Lo Sporting, che ieri aveva dovuto saltare l’allenamento di rifinitura per i problemi negli aeroporti di Lisbona e Fiumicino, schiera un 4-4-2 molto ben organizzato.
Sufficiente il primo quarto d’ora giallorosso: possesso palla costante e facile approdo alla porta avversaria. L’unico problema diventa l’infortunio di Totti, che prende una botta alla caviglia in un contrasto con Liedson mentre calcia una punizione. Dopo aver provato a restare in campo (un suo diagonale risulta pericoloso), alzerà bandiera bianca alla mezz’ora. Mexes meriterebbe anche il gol, quando in area si gira bene ma scheggia la traversa. Fortuna che qualche minuto dopo Juan svetta bene di testa sul corner di Pizarro.

E qui stranamente finisce la Roma vivace e concreta. Lo Sporting, squadra veloce e tecnica, è disposto bene in campo e inizia a creare difficoltà alla squadra di Spalletti. Che regala la solita amnesia difensiva quando Liedson riequilibra il risultato sempre su colpo di testa. Lo Sporting pressa in ogni zona del campo i giallorossi, incapaci di ingranare la quinta e mettere la partita su binari a loro congeniali. Nella ripresa Spalletti prova a cambiare le carte in tavola, invertendo le posizioni di Cassetti e Tonetto e riproponendo dopo un po’ di tempo Mancini a destra. Lo Sporting cala nell’intensità e i giallorossi prima sbagliano un rigore, poi chiudono il match con una magnifica azione di Vucinic mentre Spalletti «blinda» la squadra con l’ingresso di Brighi. L’andata con lo Sporting finisce con una vittoria importante per il morale e per la classifica.