Escluso da Ancelotti, Kaladze sbotta: mi opero

Il caso del georgiano scuote lo spogliatoio rossonero. La reazione del difensore dopo aver appreso l’esclusione per scelta tecnica dall’undici titolare contro la Roma: "Adesso decido io"

Se volete conoscere la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità, su Kaladze e il suo stato fisico, date una scorsa a questa ricostruzione e non rimarrete delusi. Capirete come va il mondo del calcio e con quanti capricci spesso tecnici e dirigenti di club debbano fare i conti. Allora, ricostruzione numero uno: 1) Kaladze svolge tutto il periodo di preparazione a Dubai senza saltare un solo allenamento e senza perciò tradire alcun dolore o risentimento particolare;
2) da Dubai si trasferisce a Roma insieme con il Milan e partecipa all'allenamento di sabato pomeriggio, con la pettorina da titolare e alla rifinitura di domenica mattina in modo regolare: nè un lamento nè una segnalazione a medici o fisioterapisti;
3) Ma non solo lo stesso Kaladze, alle ore 11, concede l'intervista pre-registrata per Guida al campionato che va in onda dalle ore 13 su Italia 1 e parla come se dovesse giocare, intervistato da Carlo Pellegatti
4) dopo la riunione tecnica delle ore 17, nella quale Ancelotti comunica che giocherà Favalli al suo posto, Kaladze, improvvisamente si rabbuia e conosciuta la sua esclusione, fa sapere, a mò di minaccia, “adesso mi opero”.

In sostanza il georgiano sostiene che fin dall'anno scorso aveva un problema la tendine che andrebbe ripulito, voleva effettuarlo in estate ma poi la visita del professor Maertens scongiurò questa ipotesi: non era necessario. “Stavolta decido io” ripete Kaladze negli spogliatoi dell'Olimpico spiazzando tutto l'ambiente. Perchè Ancelotti ripete che si tratta di "scelta tecnica", lo stesso sostiene Tognaccini che è il capo dei preparatori non l'ultimo arrivato, per tacere dello staff medico rossonero. Ma il bello è che alcuni giornali hanno creduto a questa tesi e addirittura accreditato l'ipotesi di un intervento chirurgico. Battuta di un componente dello staff tecnico milanista: “Qualcuno deve farsi operare ma alla testa”