Escort, la stretta dei pm Gli atti passano a Bari Il Cav: "Uscirò indenne"

La procura di Roma invia gli atti sul caso Tarantini a Bari. E' l'ennesima mossa per far attaccare il Cav

Roma - L'assalto giudiziario al Cavaliere si fa sempre più stretto. E il trappolone dei magistrati è ormai orchestrato e sta andando a buon fine. Questa mattina la procura di Roma ha, infatti, deciso di inviare gli atti dell’inchiesta sul caso escort alla magistratura di Bari, indicata dal tribunale del Riesame di Napoli competente sul caso. Insomma, dopo una serie di rimpalli, ecco che i pm che stanno indagando sul caso Tarantini stanno puntando dritto a Silvio Berlusconi per farlo passare da parte lesa a indagato. Ieri sera, mentre festeggiava il suo compleanno a casa di Alessandra Mussolini, il premier ha chiaramente detto che in Italia c’è una dittatura dei magistrati.

Che cosa serve andare a votare?, ha chiesto ieri sera il Cavaliere. Decidono loro chi vince e chi perde, avrebbe spiegato il presidente del Consiglio, ogni volta che facciamo una legge arriva qualcuno di Magistratura democratica che la impugna e la Corte costituzionale di sinistra gli dà ragione. Il popolo dovrebbe insorgere contro questa situazione - ha ragionato ancora il premier - le leggi sulla libertà e sul garantismo sono bloccate dalla magistratura e a volte dobbiamo mediare con il Capo dello Stato che non vuole firmarle. Il riferimento è al provvedimento sulle intercettazioni, necessario - secondo il Cavaliere - per far sì che l’Italia sia una vera democrazia. A stretto giro l'allarme lanciato da Berlusconi si concretizza nella decisione del Riesame di spedire gli atti, appena arrivati a Roma dai pm napoletani, alla procura di Bari. Una triangolazione che la dice lunga sull'intento della magistratura di attaccare frontalmente il Cavaliere. La decisione è stata presa questa mattina nel corso di una riunione tra il procuratore Giovanni Ferrara e l’aggiunto Pietro Saviotti. Una decisione che sarebbe legata alla necessità di definire la posizione di Valter Lavitola, il direttore dell'Avanti! che è ancora latitante e nei confronti del quale pende un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dai pm partenopei. L'ordinanza rischia, infatti, di decadere se non verrà rinnovata entro venti giorni a partire dal deposito delle motivazioni del Riesame di Napoli.

Nonostante i continui assalti delle procure italiane, il premier non vuole fare un passo indietro. Anzi. Proprio nel giorno del suo 75esimo compleanno fa sapere che è motivato ad andare avanti e respingere tutti gli attacchi. Berlusconi ha infatti assicurato che dimostrerà la propria innocenza: ancora una volta uscirò indenne da inchieste che hanno solo l’obiettivo di farmi fuori. Ritornando sugli attacchi che i magistrati portano avanti contro di lui dal 1994, il Cavaliere ha minimizzato le accuse ("E' solo fango") e ha ripetuto che ne uscirà fuori anche questa volta per quanto i magistrati che hanno ucciso Craxi abbiano lui come obiettivo. Il Cavaliere avrebbe svolto un lungo ragionamento sull’ex leader socialista sottolineando che "è la storia che fa gli statisti". "Sulla tomba di Togliatti non ci va mai nessuno - avrebbe aggiunto ieri sera - mentre ci sono 20mila persone all’anno che vanno a firmare il registro per Bettino".