Escort sul web dal Sudamerica: 14 arresti

Traffico internazionale di escort scoperto dalla polizia municipale di Torino che, al termine di un’indagine durata più di due anni, ha arrestato 14 persone e ne ha denunciate altre otto. Il traffico era guidato da due fratelli, Enrico e Stefano Cordella,
di 45 e 33 anni

Torino - Dal Sudamerica a Torino. Tutte le più belle. Il talent scouting avveniva in Brasile e in Colombia, messe in vetrina su internet e poi fatte prostituire. Con guadagni di diversi milioni di euro l’anno. Era remunerativo il traffico internazionale di escort scoperto dalla polizia municipale di Torino che, al termine di un’indagine durata più di due anni, ha arrestato 14 persone e ne ha denunciate altre otto.

Trecento euro a sera Facevano parte di tre organizzazioni criminali che si avvalevano della compiacenza di alcuni agenti immobiliari per affittare gli alloggi in cui le prostitute - donne giovani e belle, in alcuni casi anche transessuali - si concedevano. Un rapporto poteva costare fino a 300 euro. Ma le tariffe aumentavano in modo sensibile quando i clienti, imprenditori e professionisti della Torino bene, richiedevano le escort al loro domicilio. Ben pagate anche le inserzioni online: comparire sul web poteva costare fino a 350 euro al mese.

Sfruttavano la loro povertà Più il book fotografico, con tanto di particolari intimi, che veniva realizzato da un professionista dell’obiettivo. E non è ancora tutto: le indagini proseguono per accertare se nelle case d’appuntamento, oltre alle ragazze, circolasse anche della droga. "Stiamo valutando alcune situazioni - si limita a dire al riguardo il dirigente del nucleo di polizia giudiziaria dei vigili urbani, Marco Sgarbi - ma per il momento non possiamo dire altro". Il modus operandi delle tre organizzazioni era simile: Patty, Daniela, Jaky e le altre prostitute - una cinquantina quelle che, secondo l’accusa, sono state sfruttate - venivano reclutate in Sudamerica, convinte a trasferirsi in Italia facendo leva sulla loro povertà, e poi sistemate in alloggi procurati da agenti immobiliari amici e sparsi per la città. Dai quartieri di periferia alla centralissima piazza Castello.

Internet e il passa-parola Le foto su internet e il passa-parola facevano il resto: in un giorno ogni ragazza riceveva almeno dieci clienti. E proprio il loro via vai è stata la miccia che ha innescato l’operazione "Carioca", come la polizia municipale ha battezzato la loro indagine. Il primo arresto è scattato nel gennaio del 2007 nei confronti di una cittadina brasiliana, Miriam Ferreira Da Silva, detta Gloria: gestiva sei case d’appuntamenti, pretendendo dalle ragazze - tutte irregolari - una diaria di 75-100 euro al giorno.

A capo due fratelli Ancora più spietata la banda a cui i successivi accertamenti hanno portato i vigili urbani. La guidavano due fratelli, Enrico e Stefano Cordella, di 45 e 33 anni. Il primo, residente in Brasile e arrestato al suo arrivo alla Malpensa in occasione di una visita ai genitori anziani, reclutava le escort, il secondo le gestiva sulla piazza di Torino. E quando le alcove erano tutte impegnate non esitava a utilizzare il proprio alloggio anche se in casa c’erano i figli di 3 e 5 anni, che sono ora stati affidati ai nonni. Ma l’organizzazione più vasta era quella che faceva capo a Maria Josè Da Silva, 42 anni. Con l’aiuto della sorella e di altri complici gestiva quattro case d’appuntamento dove ogni mese transitavano decine di clienti.