Esecuzione all’alba in centro per la guerra tra immigrati

Una coltellata al cuore della vittima colta di sorpresa: così ieri mattina è stato ucciso un clochard ecuadoriano L’agguato è avvenuto in corso Buenos Aires davanti al bar dove lavora la sorella dell’uomo

Una coltellata per uccidere, dritta al cuore. Un omicidio all’alba, sotto i centralissimi portici di corso Buenos Aires, davanti alla saracinesca di un bar che non è ancora aperta per i primi cappuccini. Un uomo steso a terra, esangue, trovato da un passante alle 5.40. E la cosa che più preoccupa è proprio il movente di un simile assassinio. Perché potrebbe esserci una guerra tra disperati, o una vendetta tra stranieri, tra bande rivali dietro questa esecuzione che è costata la vita a Luis Alberto Muniz Tomala, un immigrato ecuadoriano di 44 anni, qualche precedente penale, piccole cose, e una vita in Italia fatta di elemosina e di notti passate sotto i portici e una coperta di cartone.
Al momento è proprio in questa direzione che si stanno concentrando le indagini della polizia, arrivata sul posto dopo essere stata avvertita dal 118, i cui medici ormai non potevano più fare nulla per salvare la vita dell’immigrato. Tra le varie ipotesi che non vengono escluse dagli uomini della squadra mobile, anche quella che l’accoltellamento sia avvenuto a seguito di un litigio per futili motivi. La vittima era un immigrato clandestino. Ma non sono stati rilevati altri segni di violenza, tali da far pensare ad una colluttazione o ad un tentativo di difesa sul cadavere di Luis Alberto Muniz Tomala. Solo una ferita profonda, in pieno petto, da arma da taglio, precisa nella sua traiettoria al cuore. Un colpo che lo ha raggiunto di sorpresa. Un omicidio a sangue freddo forse, una vera esecuzione, un agguato premeditato. Il capo della squadra mobile, Claudio Sanfilippo, preferisce però non giungere a conclusioni affrettate e non esclude che una simile precisione nella ferita possa anche essere stata casuale.
Di certo però si esclude la pista della rapina, dato che il cadavere aveva in tasca il portafogli con 15 euro all'interno e l'orologio al polso. A testimoniare che la scena del delitto sia stato proprio il luogo del ritrovamento, sotto i portici di corso Buenos Aires, in prossimità del bar dove lavora la sorella e dove l'immigrato era solito trascorrere le sue notti, sarebbero le tracce di sangue trovate attorno al cadavere. Gli investigatori hanno già provveduto anche a controllare i cassonetti dell'immondizia della zona alla ricerca dell'arma del delitto, che al momento però non è stata trovata. Secondo una prima analisi del medico legale, l'ora della morte risalirebbe ad un'ora prima del ritrovamento, cioè tra le 4.30 e le 5. I dettagli si attendono comunque dall'autopsia eseguita ieri pomeriggio.
In questura è stata sentita la sorella della vittima. Tra i due i rapporti si erano interrotti da tempo e da circa un mese la donna non vedeva il fratello. Secondo quanto emerso inoltre Muniz faceva saltuari lavori come manovale. Ieri mattina intanto è scattato un blitz della polizia nel centro storico per controllare le comunità di immigrati. È stato fatto un arresto e tre persone sono state denunciate, anche se la questura assicura che il controllo era previsto da tempo e non ha nulla a che vedere con l’omicidio. E sempre ieri, il consigliere comunale delegato per la sicurezza Angela Burlando ha presentato alla giunta un piano per la zona di Pré e San Bernardo. Tra le varie iniziative, anche la costituzione di un nuovo nucleo di polizia municipale che «fotografi» la reale situazione del centro storico.