Esecuzione al bar: ucciso uno dei boss di Quarto Oggiaro

(...) Il clan Crisafulli, stabilitosi a Quarto Oggiaro dagli anni Settanta, si era reso protagonista sulle cronache dei giornali di omicidi e traffici di droga. Il clan era stato smantellato da un’importante operazione anti droga, denominata «Terra bruciata», nel 1994. Quando i soccorritori sono intervenuti, l’uomo era già in arresto cardiaco ed è stato rianimato in extremis. Gli altri due sono stati trasportati in codice giallo agli ospedali milanesi Sacco e S. Carlo. Il primo è stato colpito a un braccio, il secondo a una gamba.
Una violenza che si aggiunge allo stupro avvenuto a Baggio, dove una ragazza è stata aggredita l’altro giorno all’alba fuori da una discoteca. Ancora protagonisti due marocchini, entrambi con precedenti per furti e ricettazione, uno dei quali anche clandestino. «L’aggressione di una ragazza da parte di due marocchini conferma una situazione e che questa ha una spiegazione chiara. Dall’inizio del 2009 in città sono stati denunciati 25 episodi di violenza sessuale e nella stragrande maggioranza i responsabili si sono rivelati essere stranieri» ha commentato Riccardo De Corato vicesindaco e assessore alla Sicurezza.
La vittima ha 30 anni è nata e vive in provincia. Ha trascorso insieme agli amici una serata «dark» alla discoteca Zoe a Baggio, a cui si è presentata debitamente abbigliata per l’occasione. Verso le sei del mattino stanca e un po’ confusa esce dal locale per prendere un po’ d’aria e aspettare gli amici in piazza Anita Garibaldi. Arriva prima un marocchino che le chiede esplicitamente di fare sesso poi, al suo rifiuto, la trascina nel vicino parco giochi dove abusa di lei e se ne va dopo averle rubato un bracciale di cuoio con le borchie di metallo. La scena viene notata da un connazionale che attende pazientemente il «suo turno» poi appena l’altro si sposta si getta sulla preda. La ragazza riesce a divincolarsi e fuggire, per poi sedere sconvolta, in lacrime, i vestiti sporchi di terra su un marciapiede di via Anselmo da Baggio.
Qui viene notata da due volanti chiamate per calmare due fidanzati marocchini impegnati in un violento litigio in via Quinto Romano. Un equipaggio si ferma, assiste la giovane, si fa raccontare l’accaduto e soprattutto raccoglie la descrizione del bruto. Che corrisponde a quella del marocchino in lite con la ragazza, dalle cui tasche spunta fuori il bracciale rubato. Si tratta di Mausour Tarik, 25 anni, clandestino pregiudicato per reati contro il patrimonio. Una battuta in zona consente di rintracciare in una cascina abbandonata anche l’altro bruto: Sai Ait Moha, 45 anni, regolare ma anche lui già denunciato per furti e ricettazione. Entrambi vengono poi riconosciuti dalla vittima. Non sembra infine i due si conoscessero: si sarebbe solo trovati per caso.
«Il grave episodio della ragazza stuprata fuori da una discoteca conferma una criticità che ha però una spiegazione chiara. Perché su 25 casi di violenze sessuali, 23 hanno visto come protagonisti cittadini stranieri» afferma ora De Corato.