Un esercito di 156mila dipendenti in 5mila enti

Il sistema delle Fondazioni di origine bancaria fa quadrato contro la crisi. E in piena coerenza con il ruolo di sostegno ad attività di pubblico interesse e di promozione dello sviluppo economico, moltiplica l’impegno sul fronte delle iniziative di tipo infrastrutturale. Un ambito d’intervento, prettamente legato ai lavori pubblici, in cui la legge 166 del 2002 consente alle Fondazioni di agire sia attraverso le erogazioni, sia investendo parte delle proprie sostanze.
«Negli anni - puntualizza Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, l’associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio - è cresciuta la consapevolezza della necessità di un impegno di più ampia portata, che ha condotto all’impiego del patrimonio anche in un’ottica di sviluppo economico del Paese», conformemente al principio di sussidiarietà che deve informare il rapporto tra pubblico e privato.
Al centro delle nuove iniziative, l’investimento nella Cassa depositi e prestiti (Cdp), il cui azionariato vede oggi 66 Fondazioni titolari di una quota pari al 30%. «Una scelta strategica motivata dalla promozione dello sviluppo che si può attuare attraverso le infrastrutture». Settore, questo, che rappresenta un tradizionale volano per l’economia, al quale possono ora essere destinate le risorse derivanti dalla raccolta del risparmio postale (in virtù dei decreti legge 112 e 185 del 2008) e che Cdp punta a sviluppare anche attraverso l’investimento in fondi. Così, ad «Abitare Sociale 1», centrato sull’edilizia destinata alle fasce di popolazione più bisognose, si aggiunge il fondo nazionale previsto dal «Piano casa» del governo che godrà delle sinergie con analoghe iniziative locali avviate con il contributo delle Fondazioni: un fondo per l’edilizia residenziale a canone calmierato che prenderà forma tramite la neocostituita Cdp Investimenti Sgr di cui Cdp è azionista al 70%, con Acri e Abi al 15% ciascuna, e che potrà disporre di una dotazione di almeno un miliardo di euro.
Ancora più cospicui sono, poi, gli investimenti della Cassa depositi e prestiti nei fondi Ppp Italia, rivolto alla riqualificazione urbana, all’edilizia civile, ai trasporti e alle public utility, e F2i, il cui compito è sviluppare infrastrutture per le telecomunicazioni, per il trasporto e la distribuzione di elettricità e gas, per le ferrovie e la viabilità stradale, nonché per gli aeroporti e i porti marittimi, le forniture idriche, di energia rinnovabile e lo smaltimento dei rifiuti; e, ancora, per i servizi pubblici locali con la realizzazione di ospedali e parcheggi e la riqualificazione urbana e ambientale. A F2i, nel quale investono accanto a Cdp anche alcune Fondazioni e banche, si affiancano pure altri fondi destinati a rafforzare la dotazione di capitale di rischio delle partnership tra pubblico e privati. «La forza finanziaria - sottolinea Guzzetti - spesso, però, non basta a generare un reale vantaggio per i territori, per ottenere il quale è determinante il valore aggiunto delle Fondazioni: la conoscenza delle comunità su cui insistono, la capacità di fare networking e di costituire l’interfaccia tra reti infrastrutturali nazionali e reti locali». Ciò che si deve alla possibilità di operare da protagonista sul territorio, godendo in ogni caso di un osservatorio privilegiato sulla collettività dalla quale scaturisce la domanda di infrastrutture; al cui sviluppo, peraltro, il contributo delle Fondazioni emerge anche dalla partecipazione al capitale di un buon numero di aziende di servizi e public utility locali: da un lato realtà non quotate nelle quali le cifre investite sono piuttosto contenute, dall’altro società del listino di Piazza Affari per cui invece i numeri in gioco sono di tutto rispetto. È il caso delle multiutility Acegas-Aps e Iride, quest’ultima risultato della fusione delle utility dell’Italia nord-occidentale, rispettivamente partecipate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste e dalla Fondazione Crt. Di contro, sul fronte delle piccole realtà locali si segnalano le Fondazioni di Carpi e di Mirandola che compaiono nel capitale della società Aimag, mentre in quello di Dolomiti Energia c’è la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.
Inoltre, la Fondazione Crt è anche socia al 4% della società Autostrada Torino Milano e al 6,68% di Atlantia; di Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova è invece azionista la Fondazione Cariverona, mentre la Fondazione Cassamarca lo è della Autostrada d’Alemagna e pure della società Aer Tre che gestisce l'aeroporto di Treviso. E, ancora, se la Fondazione di Ravenna dispone di una quota della Sapir, operatore del porto cittadino, la Fondazione Cariplo può contare sul 3,39% della Fiera di Milano. Infine, la Fondazione di Venezia detiene il 2,17% della Save, che gestisce il locale aeroporto, mentre la Fondazione Cr Livorno è tra gli azionisti della Aeroporto Toscano, la società alla quale è affidata la gestione dello scalo di Pisa.