Un esercito di 789 magistrati contro il premier

Per 15 processi sono stati raccolti 1.460 faldoni di atti per 1,5 milioni di pagine. Finanzieri al lavoro negli uffici delle imprese per 1.700 giorni

Gianluigi Nuzzi

da Milano

Perquisizioni, sequestri, interrogatori, relazioni di polizia giudiziaria. Ancora arresti, rogatorie all’estero, indagini bancarie, microspie nei comò e pedinamenti 24 ore su 24. Si può girare, rivoltare e invertire, ma dopo 12 anni dalle prime dichiarazioni di Stefania Ariosto a Milano e Salvatore Cancemi a Palermo, la summa dei dati sulle indagini che hanno coinvolto il gruppo Fininvest fa riflettere.
Spulciando infatti i documenti nelle cancellerie dei Tribunali si scopre che a partire dal 1993 sono stati avviati ben 77 procedimenti penali su società e manager del gruppo di Silvio Berlusconi. Nessun’altra realtà imprenditoriale ha visto svilupparsi una situazione simile. Questi processi hanno coinvolto un altissimo numero di giudici e pubblici ministeri. Conteggiando tutti quelli che si sono interessati alle indagini e ai giudizi pronunciati, si arriva a 789 magistrati che seguono i rivoli processuali di questa maxi inchiesta senza precedenti. Una precisazione: tutti i dati raccolti escludono i processi per diffamazione intentati o subiti. Che sono altri 500.
Un impegno quindi straordinario per le toghe: se si prendono 15 procedimenti a campione si scopre che a partire dal 1995 sono state celebrate 966 udienze. Considerando per ogni anno 200 giorni lavorativi (sottratti fine settimana, feste e l’astensione estiva dalle udienze) si può dire che è stata addirittura celebrata un’udienza ogni due giorni lavorativi. Gli imputati avrebbero quindi dovuto comparire in Tribunale a giorni alterni.
Le indagini preliminari. Gli inquirenti in Fininvest sono ormai di casa. Prendendo a campione il periodo tra il 1993 e 2005 emerge che tra perquisizioni e sequestri di atti sono stati compiuti ben 477 accessi. I destinatari? Trentasei società del gruppo, 4 del gruppo Paolo Berlusconi Finanziaria e 6 imprese direttamente riferibili alla famiglia del Cavaliere.
L’elenco è quindi sterminato ma la palma della società più perquisita va sicuramente a Publitalia: 131 accessi. Andando a leggersi le relazioni di servizio - ne abbiamo consultate a campione il 10% - emerge che le 47 «visite» esaminate sono durate 304 ore con 177 investigatori coinvolti. Si può quindi desumere che ogni accesso sia durato in media 7 ore e abbia impegnato 4 agenti incaricati dai Pm.
Qualche moltiplicazione e si conclude che le ore impegnate dalla polizia giudiziaria in Fininvest sono 13.356 e cioè 1.669,5 giorni lavorativi considerato un carico medio di 8 ore al giorno. Per farla breve: è come se una persona in divisa per otto anni di fila sia stata impegnata a svuotare cassetti a Cologno. Per non parlare degli accessi presso terzi: banche, studi legali e abitazioni private. Qui un dato su 11 procedimenti dei 77 complessivi offre un’idea: 210 accessi presso terzi.
Le carte dei Pm. Anche qui impossibile contare tutti i documenti raccolti in questi 12 anni. Ma prendiamo 15 procedimenti pilota. E scopriamo che in tutto sono stati raccolti 1.460 faldoni. Con mille fogli a contenitore potremmo indicare 1.460.000 pagine nei 15 processi esaminati.
Un dato assolutamente parziale visto che i procedimenti sono appunto 77. E così nel processo sul falso in bilancio del consolidato Fininvest sono stati raccolti 242 faldoni, 234 in quello per riciclaggio a Palermo, 113 al processo «All Iberian II», 197 il cosiddetto Ariosto-Sme.
Ecco spiegato come mai ai difensori per studiare le carte spesso non bastano i 20 giorni previsti dal legislatore al termine delle indagini. La legge infatti non fa distinzioni di tempo tra processi con 300mila atti e quelli con pochi faldoni. Super lavoro quindi per i legali. Ma quanti sono? Dal solito campione conteggiamo 138 avvocati. Ipotizzando 4 imputati e due difensori per ciascuno si arriva a un esercito di penalisti: 616 avvocati.
Un plotone di testimoni. Elevato anche il numero di testimoni. Nel gruppo campione ci sono 1.085 testi, si badi bene tutti indicati dai pubblici ministeri, non dalle difese.
Difficile infine indicare i costi. Elevati a Milano, a Palermo salgono a livello esponenziale. Lì i testi sono in gran parte collaboratori di giustizia. Bisogna immaginarsi trasferte blindate e programmi di protezione. Con indagini, come quelle per riciclaggio su Silvio Berlusconi o quella denominata «Sistemi criminali» sui mandanti occulti delle stragi mafiose del 1992, finite con archiviazioni.
gianluigi.nuzzi@ilgiornale.it