Esercito, arriva il nuovo capo di Stato maggiore

Nel pomeriggio di ieri presso l’ippodromo militare di Tor di Quinto, intitolato al generale Pietro Giannattasio, si è svolta la cerimonia di avvicendamento nella carica di capo di Stato maggiore dell’esercito tra i generali Filiberto Cecchi e Fabrizio Castagnetti. La cerimonia, che ha visto Cecchi lasciare il comando dopo oltre due anni al vertice della Forza Armata, si è svolta alla presenza del ministro della Difesa, Arturo Parisi, del capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola e di altre numerose personalità civili, militari e religiose. Il biennio trascorso sotto la guida di Cecchi ha visto la costante presenza di oltre 6500 militari dell’esercito in operazioni sul territorio nazionale e all’estero quali quelle in Afghanistan, Irak, Kosovo, Bosnia e, ultima in ordine di tempo, quella in Libano che è in corso di svolgimento con comando italiano, sotto l’egida dell’Onu. Il generale Cecchi lascia il servizio attivo dopo oltre 40 anni di una carriera che lo ha visto ricoprire importanti incarichi. Il generale Fabrizio Castagnetti, particolarmente legato alla Città eterna per aver comandato il Distretto di Roma negli anni 1992-1993, è giunto al vertice dell’esercito dopo una prestigiosa carriera nella quale ha avuto la responsabilità di numerosi incarichi operativi, quali il comando del Corpo di reazione rapida Nato, con sede a Solbiate Olona, quello di sottocapo di stato maggiore della Difesa e, da ultimo, quello di comandante del vertice interforze preposto al coordinamento e controllo di tutte le operazioni svolte dalle forze armate italiane. Oltre all’esperienza maturata in campo operativo, Castagnetti vanta anche quella che potremmo definire di tipo diplomatico. È, stato, infatti, osservatore delle Nazioni unite in Medio Oriente e addetto militare presso l’ambasciata italiana negli Stati Uniti. La cerimonia che ha avuto il suo culmine di alto valore simbolico nel momento della consegna della Bandiera di guerra dell’esercito fra i due generali, si è svolta alla presenza di una brigata di formazione composta da reparti forniti dalle varie componenti dell’esercito. Gli onori finali, come consueto, sono stati resi da un reparto di Granatieri di Sardegna, le truppe di presidio della Capitale, nella loro antica uniforme da rappresentanza.