Un esercito di tremila occupanti

Progetto per inserire allarmi nei locali già riqualificati e in fase di assegnazione

Gianandrea Zagato

«Abbiamo registrato un aumento preoccupante: nel 1989 gli abusivi erano 1994, oggi sono 2.926 ed impegnano il 6,4 per cento del nostro patrimonio». Virgolettato di Luciano Niero che fotografa l’esercito dell’illegalità «ospitato» nei 42mila alloggi dell’Aler.
Quasi tremila occupanti abusivi che, secondo il presidente dell’Azienda lombarda di edilizia residenziale, «impediscono spesso la riqualificazione del territorio» oltreché «condizionano gravemente la vita degli inquilini regolari». E per far fronte al crescente fenomeno dell’abusivismo, Aler sta predisponendo un progetto che prevede l’installazione di apparecchiature di sicurezza «allarmanti» nei locali «già riqualificati e in fase di assegnazione». Nel frattempo, spiega Niero, la salvaguardia del patrimonio Aler si concretizza «col posizionamento di porte blindate e lastrature metalliche laddove l’alloggio è riassegnabile, mentre per gli appartamenti che rientrano nei progetti di risanamento e riqualificazione - dichiarati inagibili - vengono eseguite in via preventiva opere interne di demolizione per scoraggiare le occupazioni abusive».
Ma l’attività di lotta all’abusivismo si concretizza anche con un ispettorato di sorveglianza dei quartieri: «Quarantun dipendenti che, tutti i giorni dalle 7 alle 24, si muovono in stretta collaborazione con le forze dell’ordine». Interventi che hanno consentito, nel 2005, 134 «sloggi in flagranza» contro i 147 effettuati nei dodici mesi precedenti. Pronta risposta di dipendenti pubblici, osserva Niero, «che hanno però un “potere limitato”»: «Aler garantisce una presenza costante nelle situazioni a rischio ma non può combattere il fenomeno dell’abusivismo in modo diretto». Come dire: il controllo del territorio dev’essere affrontato nella sua complessità. Partita da giocare nel nome e per conto degli interessi dei milanesi.