Esiliato per venti giorni il vescovo scomodo

Turni di controllo 24 ore su 24 durante tutta la durata dei Giochi olimpici per il vescovo della Chiesa cattolica cinese, Giulio Jia Zhiguo. Mons. Jia guida la diocesi non ufficiale di Zhengding (provincia dell’Hebei), con oltre 110mila cattolici, almeno 80 sacerdoti e più di 90 suore. Per evitare contatti con la stampa è stato mandato in «vacanza» per una ventina di giorni nella provincia dello Shandong, dove viene guardato a vista dalla polizia. Un tentativo di incontrarlo a Shijiazhuang, capitale dell’Hebei, è fallito quando la polizia ha bloccato il nipote del vescovo, Li, che si stava recando all’appuntamento con la stampa. Il prelato ha 73 anni e ne ha trascorsi 15 in prigione. Dal mese di aprile è sotto stretta sorveglianza. In Cina ci sono circa quattro milioni di cattolici ufficiali; i sotterranei sono almeno il doppio. Li è «sicuro che nel periodo seguente alle Olimpiadi ci sarà un peggioramento della repressione».