Esmeralda e il Gobbo, rivive la favola di Notre Dame de Paris

Mazda Palace verso il tutto esaurito per lo spettacolo firmato da Riccardo Cocciante

Stefania Grazioso

Torna a Genova lo spettacolare musical «Notre Dame de Paris» di Riccardo Cocciante che continua ad appassionare il pubblico. Mancano solo tre giorni all’atteso debutto genovese che sarà in scena al Madza Palace dal 14 al 16 ottobre. Le prevendite sono andate alla grande, sono disponibili ancora poche decine di biglietti. Il cartellone prevede un solo spettacolo il venerdì sera, mentre il sabato e la domenica la compagnia teatrale diretta da Gilles Maheu replicherà sia al pomeriggio, alle ore 16.00, sia alla sera alle 21.00.
La febbre di Notre Dame non accenna a diminuire, nonostante sia da anni rappresentata sui palchi più prestigiosi di tutta Europa. Merito dei giovani cantanti che sanno interpretare con trasporto i personaggi e diffondere emozioni. Un plauso di lode anche al corpo di ballo che si destreggia in coreografie spericolate ballando arrampicato sul muro o in equilibrio sulle campane sospese e alla scenografia composta da elementi dinamici che è in grado di trasportare lo spettatore in ambienti sempre nuovi senza mai cambiare allestimento. Il tocco finale di bacchetta è dato dalle melodiche musiche composte da Riccardo Cocciante. Il compositore rivela d’essere particolarmente orgoglioso della musica che ha composto per Notre Dame De Paris. Per parecchio tempo non ha inciso dischi e non ha scritto canzoni per il suo repertorio di interprete. La realizzazione di questo progetto da compositore puro gli è stata particolarmente a cuore, lo ha spinto volutamente a scegliere di provare ad uscire dal recinto, seppure confortevole, del cantautorato e ora, col senno di poi, può dire che è stata una buona decisione.
«Notre Dame De Paris» è nata dall’incontro con Luc Plamondon e Cocciante ed ha subito travolto tutti i record di vendita discografica e di presenze a Teatro. Dal suo debutto, nel settembre 98 al «Palais des Congrès» di Parigi, Notre Dame De Paris è stata rappresentata in francese, inglese e spagnolo, entrando di diritto nel Guinnes dei primati.
«Tutta l’opera è stata concepita senza sapere che un giorno sarebbe stata rappresentata - racconta il cantautore - Eravamo spinti solo dal piacere della scrittura, non ci siamo mai chiesti se avesse anche un valore commerciale. Forse è proprio in questa premessa che va ricercata la chiave di un risultato tanto atipico, un successo così fuori dalle mode nel quale si è riconosciuto un pubblico trasversale a tutte le età e ai ceti sociali. Sono fiero di questo, di avere potuto mettere in scena qualcosa di attuale che si rifà continuamente alle grandi tradizioni del passato, finalmente europeo, o almeno mediterraneo, e non più e non solo al modello americano».
Il Gobbo di Notre Dame, è il nome italiano dato al romanzo di Victor Hugo e appunto narra la storia di Quasimodo, il campanaro gobbo della cattedrale di Notre Dame e del suo amore tanto impossibile quanto tragico per Esmeralda, una bella gitana.
Un amore condannato dall’ingiustizia e dall’ipocrisia. Quasimodo, costretto dalla sua bruttezza a guardare il mondo dall’alto di una torre, un giorno si innamora perdutamente di Esmeralda che vede ballare e cantare sulla piazza davanti alla cattedrale.
Ma Esmeralda è innamorata di Febo, il bel capitano delle guardie del Re. Febo è fidanzato con Fiordaliso, ma la bellezza esotica e sensuale della gitana non lascia indifferente l’uomo che da subito se ne invaghisce.
Anche Frollo, l’arcidiacono della cattedrale, è segretamente attratto dalla zingara e spiando le mosse dei due amanti in un raptus di gelosia e desiderio carnale represso per sbarazzarsi del rivale pugnalerà Febo alle spalle.
Esmeralda viene arrestata con l’accusa di aver tentato di uccidere il capitano delle guardie e gettata in prigione. Frollo, approfittando della situazione, offre libertà alla donna in cambio del suo corpo. Esmeralda inorridita rifiuta l’offerta, minacciandogli vendetta.
Quasimodo libera Esmeralda e la nasconde nella sua torre. Ma Clopin, amico di Esmeralda e suo protettore, fraintendendo le intenzioni di Quasimodo attacca la cattedrale, mettendosi a capo di una rivolta, per liberare la bella gitana.
Nel tentativo di sedare la rivolta, Febo ed i suoi uomini mettono a ferro e fuoco la cattedrale ed uccidono Clopin.
Il povero Quasimodo, credendo che Febo voglia liberare Esmeralda, consegna la donna a Frollo che a sua volta la consegna alle guardie.
Per Esmeralda è la fine. In realtà Febo vuole la morte della gitana, perché solo così potrà sposarsi con la sua ricca fidanzata. Quasimodo, dopo aver assistito all’impiccagione della sua amata, resosi conto del tradimento dell’arcidiacono folle di rabbia getta Frollo dalla torre.
Distrutto dal dolore, il gobbo conduce il corpo dell’amata alla fossa comune dove si lascerà morire al suo fianco.