Esodo per la Supercoppa e l’eterna sfida Inter-Roma fa paura non solo in campo

L’ennesimo colpo è di Josè Mourinho. Ieri il Real Madrid ha pareggiato in amichevole con lo Standard Liegi 1-1 e annunciato l’acquisto del 21enne Mesut Oezil, centrocampista della nazionale tedesca. Il Werder, che aveva rifiutato un’offerta da 30 milioni dell’Inter, si è trovato davanti a un accordo sottoscritto dal giocatore con il Real e a una minaccia del padre: «Mio figlio andrà al Madrid ora, pagandolo, o a fine stagione, gratuitamente. Scelga il Werder». Alla faccia di chi prospettava punizioni severissime per Florentino Perez per contatti con un giocatore sotto contratto. Il resto del mercato frena, German Denis centravanti del Napoli, è stato ceduto all’Udinese con accordo di partecipazione, ormai i movimenti reggono con questa formula, comproprietà, prestiti onerosi con diritto di riscatto. Girano pochi soldi, Platini ha minacciato l’avvento del fair play finanziario e anche gli sponsor subiscono gli effetti della crisi. Valgono 57,7 milioni i contratti fino ad oggi siglati sulle maglie del prossimo campionato di serie A. Una flessione del 23 per cento rispetto alla scorsa stagione quando erano stati raggiunti 75 milioni, comunque lontano dalle cifre record della Premier League dove i contratti di sponsorizzazione hanno raggiunto 124 milioni. La serie A non compra più, si tutela, è questa la strategia del prestito oneroso, si prende un calciatore, si stabilisce il valore del suo cartellino e si paga la stagione successiva solo se ha sfondato. Sono arrivati in questo modo Pepe, Motta e Lanzafame alla Juve, Cavani al Napoli e se verrà ufficializzato anche Kevin Prince Boateng dal Genoa al Milan. Poi ci sono trattative e voci, la Roma ha escluso che Julio Baptista sia una contropartita tecnica nell’affare Burdisso. L’argentino vuole solo la Roma, ha iscritto i figli in una scuola della capitale, non prende in considerazione alternative all’estero. Branca e Pradè ne riparleranno dopo la Supercoppa, inizia ufficialmente la stagione anche in Italia e a San Siro sabato sera sono annunciati almeno ventimila romanisti, il rischio per l’Inter è trovarsi in minoranza dentro al proprio stadio, terzo anello verde e blu a 14 euro. Tifosi giallorossi sono annunciati dai luoghi di villeggiatura e dalla capitale, in molti hanno anticipato il rientro dalle vacanze, tanti senza tagliando, non occorre la tessera dal tifoso, allerta fra le Forze dell’ordine. Troveranno una Milano semideserta, mentre la squadra sembra perennemente in ansia. L’Adriano mania sembra già esaurita, l’Imperatore sovrappeso non dovrebbe essere neppure in campo dal primo minuto, Ranieri allena la prima squadra staccata da un gruppo di retrocessi in procinto di lasciare il club: Cicinho, Doni, Baptista, Greco, Cerci, Loria, Andreolli, creando malumori e nervosismo. Le troppe amichevoli hanno sfiancato la squadra, la batosta greca contro l’Olympiakos l’ha stroncata nel morale. L’attaccante Alessio Cerci ha trascorso una notte nel porto di Capri dopo violento litigio con lo skipper della barca con cui era in crociera. L’Inter ieri si è allenata a porte chiuse a San Siro, primo contatto di Benitez col prato, Santon sempre a parte, cinque interisti in lista Uefa candidati per il titolo di miglior giocatore nei vari ruoli: Julio Cesar, Maicon, Lucio, Sneijder e Milito, gli altri sono Victor Valdes, Piquè, Xavi Hernandez e Messi del Barcellona, Robben del Bayern, Rooney del Liverpool e Lloris del Lione.