Gli esperimenti pericolosi di Bertinotti e Marini

I due rami del Parlamento sentono sul collo il fiato dell’antipolitica, giusta o sbagliata che sia, e cercano di correre ai ripari per non apparire agli occhi dell’opinione pubblica i nemici del popolo di ibseniana memoria. Non a caso stanno tentando di ridurre quelle spese di gestione che ci costano un occhio della testa. Così si prospetta l’opportunità di coordinare al meglio parecchi servizi: dagli uffici stampa alle biblioteche e agli uffici studi. Si è alzata l’età per la concessione del vitalizio, che non si potrà più ottenere se i parlamentari non avranno al loro attivo cinque anni consecutivi di attività. E altro ancora. Insomma, si fa di tutto per apparire, come la moglie di Cesare, al di sopra di ogni sospetto.
Tuttavia le Camere si rendono conto che le misure adottate e quelle che ben presto calcheranno la scena non bastano per recuperare il prestigio del tempo che fu. Ammesso e non concesso, si capisce, che le nostre istituzioni parlamentari abbiano vissuto una mitica età dell’oro. Pertanto i presidenti del Senato e della Camera, Franco Marini e Fausto Bertinotti, d’intesa con le rispettive conferenze dei capigruppo hanno deciso di accorciare sensibilmente le loro vacanze estive. Difatti hanno chiuso i battenti il 3 agosto e li riapriranno il 10 settembre. Detratti i fine settimana e le festività, le ferie dureranno appena 24 giorni. Mai erano state così brevi come adesso.
Ma ai presidenti dei due rami del Parlamento questa comparazione non basta. Vogliono fare buona figura non solo all’interno ma anche oltre i confini nazionali. Ecco che lanciano così un altro osso a una opinione pubblica alquanto insofferente. E tengono a ricordare che i lavori del Bundestag, ossia la Camera bassa tedesca, sono stati sospesi il 6 luglio e riprenderanno - pensate - il 10 settembre. Come a dire, avete visto come siamo bravi?
Alcide de Gasperi sosteneva che c’è una bella differenza tra uno statista e un uomo politico. Perché nel proprio operato l’uno pensa alle prossime generazioni e l’altro alle prossime elezioni. Ora sia Franco Marini sia Fausto Bertinotti non saranno degli statisti, non foss’altro perché non sono stati mai messi alla prova. E, come sostengono gli inglesi, il budino va assaggiato per sapere com’è. Ma uomini politici navigati lo sono di sicuro. Perciò non possono non pensare, all’inizio della legislatura estratti come sono dal cilindro della maggioranza di centrosinistra, alle prossime elezioni e comportarsi di conseguenza. Se ne vuole una prova? Eccola. I sullodati presidenti non si sono negati il piacere di annunciare urbi et orbi che alla ripresa autunnale si ripropongono in via sperimentale di introdurre non meglio specificati «nuovi moduli organizzativi», come riferisce il Sole24 Ore, allo scopo di assicurare tempi certi ai lavori delle commissioni e delle assemblee.
Si dà il caso che le regole del gioco sono stabilite dai regolamenti parlamentari. Che non sono il Vangelo e che possono essere qua e là ritoccati alla bisogna. Ma, ecco, secondo le modalità prefissate. Mentre sarebbe truffaldino avvalersi di prassi create a bella posta con la scusa di accelerare i lavori parlamentari. I tempi certi oggi sono già garantiti dal contingentamento dei tempi, che scatta nella maggior parte dei casi fin dal primo calendario. Perciò ogni forzatura equivarrebbe a menomare i diritti dell’opposizione e magari a ritorcersi alla prossima legislatura come un boomerang contro i suoi artefici, novelli apprendisti stregoni. I presidenti delle Camere, come gli arbitri degni di questo nome, non solo devono essere imparziali, ma anche apparire tali.
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