Esplode autobomba a Damasco: 17 morti

L’esplosione è avvenuta lungo la strada per l’aeroporto all’altezza del quartiere Saida
Zenaib, nella parte sud della capitale siriana, dove sorge un importante santuario sciita meta di
pellegrini

Damasco - Una potente autobomba è esplosa questa mattina a Damasco, causando la morte di 17 persone e il ferimento di 14. "L’attentato ha colpito un centro nevralgico e affollato della città, l’incrocio di Sayda Zeinab", ha detto il ministro degli interni Bassam Abd al Majid, in un intervento telefonico all’emittente Tv di Stato, meno di due ore dopo l’esplosione. Tutte le vittime "sono civili", ha inoltre detto il ministro, aggiungendo che il bilancio è "definitivo".

Duecento kg di esplosivo L’agenzia ufficiale Sana ha dal canto suo affermato che l’attentato è avvenuto alle 08:45 (locali, le 7:45 in Italia) con un’autobomba imbottita con 200 kg di esplosivo. L’esplosione, udita nel raggio di alcuni chilometri, è avvenuta vicino alla strada per l’aeroporto internazionale, nei pressi di un centro dei servizi di sicurezza e non lontano dal mausoleo dove è sepolta Sayda Zeinab, nipote del profeta Maometto e figlia dell’imam Ali, dove ogni giorno giungono innumerevoli pellegrini sciiti, anche dall’Iran e dai Paesi del Golfo. Nella stessa zona sono inoltre concentrati centinaia di migliaia di profughi iracheni.

Caccia ai responsabili "È ancora prematuro indicare responsabili, ma le indagini sono in corso e appena avremo il quadro completo renderemo noti tutti i dettagli", ha detto il ministro al Majid. Nel febbraio scorso, Damasco è stata scossa dall’esplosione di una bomba posta sotto l’auto di Imad Mughnyeh, comandante militare del movimento sciita libanese Hezbollah, che è morto sul colpo. Ad agosto, inoltre, a Tartus, è stato ucciso un importante generale dell’esercito, Muhammad Suleiman, descritto come "il braccio destro" del presidente Bashar al Assad.

Stavolta niente censura ai media  Era tuttavia dall’inizio degli anni ’80, all’epoca della repressione del movimento dei Fratelli Musulmani, che a Damasco non si registravano attentati di questa portata, sul quale le fonti ufficiali hanno peraltro fornito ai media informazioni con insolita prontezza, mentre la Tv di Stato ha rapidamente diffuso la notizia e il bilancio delle vittime. Inizialmente i giornalisti sono stati tenuti a distanza dal luogo dell’esplosione, ma, poche ore dopo, la Tv siriana ha potuto recarvisi e trasmettere in diretta interviste a passanti e a "testimoni oculari", e le immagini di auto distrutte e edifici danneggiati dall’esplosione.