Esplode la caldaia di una nave cisterna: due intossicati

Il boato dell’esplosione si è sentito distintamente per diversi chilometri, da Multedo verso Voltri. E la paura, tra la gente che abita davanti al Porto Petroli è stata tanta. Per fortuna, l’incidente che si è verificato nel primo pomeriggio di ieri a bordo di una nave cisterna non ha avuto un esito tragico. Tuttavia due marittimi sono rimasti leggermente intossicati per un principio di incendio che si è sviluppato nel locale caldaie mentre la nave si trovava in porto per svolgere le normali operazioni di bunkeraggio. Le loro condizioni sono buone.
Sembra che durante le operazioni di carico di gasolio, una valvola della cisterna della nave, la Stellaria, battente bandiera italiana, non abbia funzionato e abbia provocato l’esplosione. Il locale caldaie è stato invaso dal fumo e dalle fiamme che sono state subito domate dai vigili del fuoco insieme ai Guardafuochi del porto e dagli uomini della Guardia Costiera. I due marittimi intossicati sono stati trasportati all’ospedale Villa Scassi in osservazione in codice giallo che indica una media gravità. Le prime indicazioni sull’incidente sono state fornite dall’agenzia marittima genovese «Nolarma», responsabile del carico della nave dell’armatore Calisa Spa. «Quando si è verificato l’incidente - specificano ancora alla Nolarma - le operazioni di carico della Stellaria erano iniziate da poco più di un’ora». La nave era dunque quasi completamente vuota, in quanto le operazioni di stivaggio della nafta sarebbero terminate soltanto lunedì.
Le caldaie si troverebbero in un punto molto distante dalle cisterne, dicono ancora gli agenti marittimi. Le operazioni commerciali nell’area del Porto Petroli di Genova sospese per un’ora circa dopo lo scoppio della caldaia sono riprese dopo circa un’ora. La Stellaria è stata dichiarata «in sicurezza» alle 15.15, orario in cui sono riprese le operazioni commerciali. Secondo quanto spiegato dalla Capitaneria di porto di Genova, anche le condizioni dei due marittimi sono buone. A bordo della Stellaria sono però proseguite a lungo le ispezioni ed i monitoraggi dei vigili del fuoco e della guardia costiera. «Ho sentito un fortissimo boato seguito da vibrazioni. Ho capito che era successo qualcosa di potenzialmente grave e mi sono precipitato nella sala macchine a verificare cosa fosse accaduto e aiutare i vigili del fuoco che si trovavano già a bordo». È la testimonianza di Giuseppe Trovato, 24 anni, il terzo ufficiale di coperta rimasto intossicato. Trovato, 24 anni, originario di Aci Catena (Catania), insieme all’ingrassatore Francesco Bellarte, 49 anni, di Molfetta (Bari), è stato visitato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi. «Impossibile per noi dire cosa sia successo con esattezza - dicono i due -. Saranno i vigili del fuoco a chiarire le cause dell’esplosione». Per i pompieri l’esplosione è stata causata da una «sovrapressione in una delle caldaie della nave - spiegano alla centrale operativa di via Albertazzi- che ha innescato l’esplosione e una fiammata. Poi i locali macchine si sono riempiti di fumo». La caldaia, utilizzata per i vari servizi della nave, sarà ispezionata pezzo per pezzo dai tecnici dei vigili del fuoco. Al momento dell’esplosione la nave era quasi completamente scarica. Le operazioni di stivaggio della nafta erano iniziate soltanto alle 12,30 e sarebbero terminate lunedì.