Esplode oleificio: morti quattro operai

Interrogato l’unico sopravvissuto per capire cosa sia successo

da Perugia

Forse la scintilla di una saldatrice. Potrebbe essere questa la causa dello spaventoso rogo costato la vita a quattro operai all'interno di un oleificio a Campello sul Clitunno (lungo la direttrice che collega Foligno a Spoleto), in provincia di Perugia. Il bilancio avrebbe potuto essere ancora più pesante: ieri alle 13, infatti, la normale attività era ferma ma sul posto stavano lavorando cinque operai di una ditta esterna addetti alla manutenzione. Le esplosioni succedutesi in rapida successione e poi l'incendio, li hanno travolti all’improvviso. Solo uno è riuscito a salvarsi.
Decine e decine i vigili del fuoco accorsi sul posto insieme ai carabinieri, per riuscire a fronteggiare le fiamme che avevano interessato un silo contenente cinque-seimila tonnellate d'olio e che è stato addirittura scaraventato in aria.
Un inferno di fuoco da cui si è sprigionata presto una densa e inquinante cortina di fumo nero, tanto che nel pomeriggio si era ipotizzata l’evacuazione dei circa 500 abitanti della zona. «Quattro serbatoi di olio vegetale - spiegava ieri sera il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Raffaele Ruggieri - hanno continuato a bruciare all'interno dell'edificio andato totalmente distrutto». Solo a tarda sera gli uomini dei vigili del fuoco sono riusciti a spegnere le fiamme all’interno dei silos in cui era conservato l’olio di oliva. Anche durante la notte i pompieri hanno continuato a lavorare per spegnere i focolai secondari e per raffreddare i silos dell’olio. E solo a tarda sera sono stati recuperati tutti i corpi delle quattro vittime. Per capire cosa sia accaduto saranno importanti, a questo punto, le parole dell’unico operaio sopravvissuto che ieri è già stato ascoltato dal magistrato di turno. Questa mattina, invece, è previsto il sopralluogo dei magistrati della Procura di Spoleto. Il gruppo «Umbria Olii» è stato fondato dalla famiglia Del Papa nel 1945 e ingloba al suo interno una tra le maggiori raffinerie di olii di oliva d'Europa, un'azienda conserviera di altissimo prestigio, la Isi Spa, Industria saponiera italiana specializzata nella lavorazione delle oleine provenienti dall'olio di oliva per la produzione di quello che ad oggi è un prodotto di qualità come Olivella ed infine la Olivella Srl che vede la luce nel 2004 come società di marketing del gruppo, per la creazione e commercializzazione dell'omonima linea cosmetica. E adesso è già polemica, anche dal punto di vista dell’impatto ambientale. Gli ecologisti parlano di catastrofe soprattutto per il fiume Clitunno su cui «ora galleggiano tonnellate di liquami maleodoranti». Lunedì prossimo, invece, i lavoratori umbri sciopereranno un'ora in segno di protesta. Cgil, Cisl e Uil annunciano poi altre iniziative. «Mentre siamo in attesa di conoscere le esatte dinamiche della tragica esplosione nell’oleificio vogliamo esprimere la nostra solidarietà e vicinanza alle famiglie», recita un comunicato. «Gli infortuni mortali non dipendono dal fato, sono sempre tecnicamente e statisticamente prevedibili e quindi prevenibili. Troppo spesso non sono applicate le norme di sicurezza o sono applicate in maniera formale».