Esplode una palazzina: un morto a Treviglio

Lo scoppio in una palazzina di due piani a Treviglio, in provincia di Bergamo. Estratto dalle macerie il corpo di Enrico Munzio Compagnoni, 41 anni. La causa: forse un fornello lasciato acceso nell'angolo cottura

Treviglio (Bergamo)  - La tragedia si è consumata a causa di un fornello lasciato acceso. Non c'è ancora la certezza ma sembra questa la causa dell'esplosione che stamani ha causato il crollo di una palazzina a Treviglio e la morte di un uomo di 42 anni. I vigili del fuoco stanno ancora lavorando in via Veneto, in quello che era il civio 64. Enrico Munzio Compagnoni è morto sotto le macerie. A provocare lo scoppio è stata con ogni probabilità una fuga di gas che si è propagata forse per un fornello lasciato acceso nell’angolo di cottura dell’appartamento a piano terra, dove l'uomo viveva da solo. Non ci sarebbero altre persone sotto le macerie.

Dove atornare oggi a lavoro Enrico Munzio Compagnoni era dipendente di una ditta del comune di Treviglio, la "Servizi ambientali bassa bergamasca". Da qualche giorno era in malattia e proprio oggi sarebbe dovuto tornare al lavoro. La tragedia è avvenuta attorno alle 7 di stamani.

La casa si è sbriciolata La palazzina, disposta su due piani, si è letteralmente sbriciolata, e l’uomo è stato sbalzato all’esterno. È stato trovato sotto un calcinaccio. La vittima viveva al piano terra mentre l’appartamento al piano superiore, un tempo abitato dalla madre dell’uomo, era disabitato. I primi ad accorrere ed a lanciare l’allarme sono stati i residenti di due palazzine attigue che hanno sentito la deflagrazione. I due edifici sono stati fatti evacuare in via cautelativa ma non avrebbero subito danni strutturali. Sul posto sono intervenute anche le unità cinofile dei vigili del fuoco per verificare l’eventuale presenza di altre persone sotto le macerie ma le ricerche hanno dato esito negativo. Enrico Munzio Compagnoni non era sposato e viveva da sempre nella palazzina di via Veneto. Lascia cinque fratelli e una sorella.