Esplosione in fabbrica, muoiono due operai

Tragedia a Cornate d’Adda, nel Milanese. Nello scoppio ferito anche il figlio del proprietario
dell’azienda. A provocare l’incidente un macchinario mal funzionante

Enrico Silvestri
Marco Pirola


Cornate d’Adda - Sono da poco passate le 20 quando arriva una donna di colore giovanissima con un bimbo di un paio d’anni in braccio. Corre verso la fabbrica urlando tutto il suo dolore. Vicino a lei un amico a cui a un certo punto passerà il figlio per accelerare la sua corsa disperata. Appena varca i cancelli della Masterplast viene bloccata dai carabinieri, ma lei comincia a gridare «voglio vederlo, voglio vederlo». La donna riesce a entrare nello stabilimento e vede il corpo straziato del marito a terra. Le sue urla, se possibile, diventano ancora più strazianti.

La giovane è la moglie di uno dei due operai morti ieri a Cornate d’Adda in un tragico quanto imprevedibile incidente. Si tratta di Moussa Compaore, 28 anni, originario del Burkina Faso e residente a Casate Novo, in provincia di Lecco. Con lui ha perso la vita anche Raimondo Casati, di 48 anni, residente a Oreno di Vimercate. Il primo è stato investito da una scarica di bulloni e schegge al volto. Il secondo è stato scagliato per dieci metri dallo spostamento d’aria, finendo contro una putrella d’acciaio che con ogni probabilità gli ha spezzato la spina dorsale. Ferito, anche se non gravemente, il figlio del titolare Erik Cirasa, 28 anni, ricoverato all’ospedale di Merate. All’ospedale di Vimercate sono invece finiti il padre e un altro dipendente in stato di choc per il terribile spettacolo a cui hanno dovuto assistere.

L’incidente si è verificato verso le 17 nello stabilimento di via Primo Stucchi 68, nella zona industriale del piccolo paese a ridosso della provincia di Bergamo. Già in mattinata il macchinario, per la precisione un «estrusore», che poi è esploso, aveva cominciato a funzionare male. Le due vittime pertanto, dopo vari tentativi di metterlo in funzione, avevano deciso di controllarlo per verificare cosa non andasse. Improvvisa l’esplosione, un colpo secco che ha falciato i due operai e il figlio del titolare. È partito l’allarme e dopo pochi minuti sul posto sono arrivati sette mezzi dei vigili del fuoco con un carro Nbc, un automezzo specializzato per le emergenze nucleari batteriologiche e chimiche. Non c’è stato bisogno di alcun intervento in quanto l’esplosione non ha provocato né fiamme né fuoriuscita di materiale tossico. Contemporaneamente all’intervento dei vigili del fuoco c’è stato anche quello del personale medico inviato dal 118. Per le due vittime non c’era però più nulla da fare e le ambulanze hanno solo potuto dirottare verso Merate e Vimercate il ferito e le altre due persone sconvolte dal tragico avvenimento. Ancora incomprensibili le cause dell’esplosione.

La Masterplast è, infatti, un’azienda moderna e dotata di macchinari nuovissimi. È stata infatti aperta lo scorso autunno ad ottobre. L’azienda si occupa di riciclare materiale plastico, lavora i rifiuti raccolti attraverso lo smaltimento differenziato e li lavora creando nuovo materiale. Attualmente occupa dodici dipendenti, sette dei quali erano presenti al momento dello scoppio, rimasti fortunatamente incolumi.