Esplosione alla petroliera fu un attacco terroristico

La superpetroliera giapponese danneggiata da una esplosione il 28 luglio
scorso, nello stretto di Hormuz, è stata l'obiettivo di un attacco
terroristico. Trovati i resti di esplosivi artigianali sullo scafo: "Esplosivi fabbricati in modo artigianale e caricati
sll'imbarcazione

Dubai - La superpetroliera giapponese danneggiata da una esplosione il 28 luglio scorso, nello stretto di Hormuz, è stata l'obiettivo di un attacco terroristico. Gli investigatori hanno trovato resti di esplosivi artigianali sullo scafo e la guardia costiera ritiene che probabilmente l'attacco è stato condotto da una imbarcazione imbottita di esplosivo, precisa l'agenzia.

L'attacco terroristico E' stato un attacco terroristico a danneggiare la superpetroliera giapponese M.Star nello Stretto di Hormuz, una decina di giorni fa. È la conclusione cui sono giunti gli investigatori degli Emirati arabi uniti sull’esplosione avvenuta il 28 luglio e rivendicata mercoledì da un gruppo legato ad Al Qaida, anche se l’ipotesi più accreditata era sembrata quella di un’onda anomala. Secondo l’agenzia ufficiale degli Eau, Wam, gli investigatori hanno trovato resti di esplosivi rudimentali sullo scafo del tanker e la guardia costiera ritiene che probabilmente l’attacco è stato condotto da un’imbarcazione imbottita di esplosivo. "L’inchiesta e gli esami effettuati da squadre specializzate hanno mostrato che la petroliera ha subito un attacco con esplosivi, fabbricati in modo artigianale e caricati sll'imbarcazione che si è avvicinata alla nave", ha detto un portavoce della guardia costiera degli Emirati citato dall’agenzia.

Lingua di mare strategica Al momento dell’esplosione, che ha causato il ferimento di un un uomo, la petroliera era in navigazione nelle acque fra Oman e Iran, in una lingua di mare strategica per il trasporto del petrolio. Non ci sono stati versamenti di petrolio in mare. La compagnia di trasporti giapponese Mitsui Osk, cui appartiene la M.Star, 160.292 tonnellate di stazza, aveva subito parlato di un attacco terroristico, ma poi l’ipotesi più accreditata era stata quella dell’onda anomala. Due giorni fa un gruppo legato ad Al Qaida, le Brigate di Abdullah Azzam, avevano detto che un loro loro kamikaze, identificato in Ayyub al-Taisha, si era fatto saltare a bordo della petroliera.