Esposizioni bancarie al setaccio

da Roma

Ieri i procuratori e presto le banche, nuovo fronte per il lavoro della commissione Antitrust guidata da Antonio Catricalà. Dopo il mondo dei procuratori l'indagine dell'Antitrust allargherà infatti il suo raggio di azione su altri aspetti del calcio come, per l’appunto, l'esposizione finanziaria delle società verso le banche. Lo ha confermato lo stesso presidente Catricalà, intervistato alla radio dal conduttore della trasmissione «La politica nel pallone» sul canale Gr Parlamento.
Ha detto Catricalà: «La nostra inchiesta non è certo conclusa. Ci sono altri aspetti del calcio professionistico su cui informarsi. Contiamo di concludere entro la fine di luglio». Il presidente dell’Antitrust ha anche indicato dei punti al centro del suo lavoro e di quello dei suoi collaboratori, ad esempio «l'esposizione finanziaria delle società verso le banche, i motivi e le ragioni dei debiti elevati».
Quanto ai diritti televisivi, Catricalà ha ricordato come «non sussista ostacolo alcuno alla vendita congiunta. Basti vedere il caso della Gran Bretagna, la cui vendita a pacchetto è stata approvata dall’Unione Europea».
E su un’altra proposta dell'Antitrust, quella di stipulare contratti stagionali in regime di piena concorrenza ai calciatori, si è espresso Marco Tardelli, ex Juve e campione del mondo nel 1982. Per Tardelli si tratterebbe di un ritorno al passato, quando il calcio non era stato ancora trasformato in uno show-business. «Una volta si faceva proprio così, il contratto veniva siglato ogni stagione, però i calciatori erano proprietà del club. Mi sembra abbastanza interessante per un motivo ben preciso: discutendo il rapponto di anno in anno, i calciatori sono costretti a darsi da fare di più». Più fatti e meno flanella.