"Esproprio" all'Ipercoop, condannato Caruso

Tre anni e 4 mesi di reclusione per il deputato del Prc-Sinistra europea, leader dei
Disobbedienti, per l'irruzione con centinaia di manifestanti nel
centro commerciale ad Afragola, nell'ottobre 2004: reato, estorsione. Tre anni condonati per l'indulto

Napoli - Il deputato Francesco Caruso, esponente del movimento dei Disobbedienti, è stato condannato a tre anni e 4 mesi di reclusione al termine del processo per una irruzione da parte di centinaia di manifestanti avvenuta il 27 ottobre 2004 all'Ipercoop di Afragola. Caruso è stato ritenuto responsabile del reato di estorsione per quella che da molti fu definita un'azione di "esproprio proletario". La sentenza è stata emessa oggi dalla quarta sezione del tribunale di Napoli (presidente Minisci) che ha accolto parzialmente le richieste del pm, il quale si era pronunciato per la condanna a sei anni di reclusione. La stessa pena di tre anni e 4 mesi è stata inflitta agli altri otto imputati che parteciparono all'azione: Antonietta Terracciano, Luisa Liguori, Michele Franco, Aldo Borriello, Giuseppe Corvo, Salvatore Annuale, Antonio Cesarano e Mario Avoletto.
Tre anni condonati per l'indulto Tre anni sono stati condonati per l'indulto. Per gli imputati il tribunale ha stabilito l'interdizione per cinque anni dai pubblici uffici e 400 euro di multa. La vicenda al centro del processo ha visto contrapporsi due "verità". Per gli imputati - assistiti dagli avvocati Marco Campora, Domenico Ciruzzi e Annalisa Senese - si trattò di un un'azione di disobbedienza civile, per protestare contro l'aumento dei prezzi e l'impoverimento delle fasce sociali più deboli. Per l'accusa fu invece un'azione violenta, di quelle che negli anni Settanta venivano definite 'espropri proletari' e che per il codice penale configurano il reato di estorsione.
L'irruzione L'episodio avvenne il 27 ottobre 2004, quando alcune centinaia di persone attuarono una manifestazione all'Ipercoop di Afragola. Nel capo di imputazione è scritto che i manifestanti "con minaccia consistita nel fare irruzione all'interno dell'ipercoop", "riempirono i carrelli della spesa fino all'orlo con merce prelevata alla rinfusa dagli scaffali", poi "occuparono la barriera delle casse ostruendo il passaggio dei clienti". Chiedevano lo sconto "del 50% del prezzo di vendita" urlando slogan e ingenerando nei responsabili della sicurezza "il timore di un serio pericolo per l'incolumità dei presenti e la sicurezza dei locali". Per questo uno dei responsabili avrebbe consegnato loro generi alimentari per un valore di 350 euro. Un'accusa respinta dagli imputati i quali sostengono che non vi fu violenza, e che il direttore dell'ipercoop, convinto delle ragioni della protesta, decise di consegnare un paio di quintali di merce (pasta, acqua, e altri generi alimentari) che venne poi distribuita ai clienti.
Caruso: "Azione alla luce del sole..." "Nessun esproprio, ma un'iniziativa di denuncia contro l'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e la difficoltà sempre più diffusa e drammatica di arrivare a fine mese". Così il deputato del Prc-Sinistra europea Francesco Caruso commenta la sentenza di condanna inflittagli oggi dal Tribunale di Napoli. "Un'azione di disobbedienza civile - ha aggiunto - alla luce del sole, a cui hanno partecipato circa 300 precari e disoccupati, con decine di giornalisti e telecamere al seguito. Non c'é stato alcuna forma di reato o di violenza, né tantomento di estorsione".