Espulsi i dieci attivisti anglo-americani incarcerati per «manifestazioni illegali»

Pechino. La Cina ha espulso otto americani militanti pro-Tibet che erano stati arrestati la settimana scorsa in margine alle Olimpiadi. Lo ha annunciato una portavoce dell’ambasciata degli Stati Uniti a Pechino precisando che il gruppo è stato imbarcato ieri sera su un volo di Air China per Los Angeles. Gli americani detenuti avevano fra l’altro dispiegato striscioni in favore del Tibet vicino a siti olimpici. Domenica Washington aveva chiesto la «liberazione immediata» dei suoi cittadini. La Cina ha espulso anche una donna britannica e un tedesco che avevano preso parte a delle manifestazioni durante i Giochi Olimpici. Fonti dell’ambasciata britannica a Pechino e del ministero degli Esteri di Ber Fonti dell’ambasciata britannica a Pechino e del ministero degli Esteri di Berlino hanno fatto sapere che Mandie McKeown e Florien Norbu Gyanatshang ieri mattina sono stati imbarcati su voli diretti a Francoforte. Il premier britannico Gordon Brown, che ha partecipato alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, aveva chiesto alle autorità cinesi di rilasciare la donna. McKeown, 41 anni, e Gyanatshang, 30 anni, facevano parte di un gruppo di 4 persone che la settimana scorsa avevano dispiegato uno striscione con la scritta “Tibet libero” vicino allo stadio olimpico della capitale cinese.