«Espulsione di Dabo? Ormai le regole non hanno certezza»

Delio Rossi non ci sta: «Dopo il caso Totti due pesi e due misure»

«Che amarezza» avrebbe detto Cesare Cesaroni qualora fosse stato tifoso laziale. Perché vedere la quadra biancoceleste perdere (1 a 0, rete di Spinesi su rigore) come è accaduto ieri pomeriggio al Massimino ha rappresentato realmente una tristezza infinita per il vecchio cuore laziale. Sconfitta annunciata era e così è stato, con la squadra decimata dalle espulsioni e ridicolizzata dalle ripartenze dei rossoazzurri, quasi salvi dopo aver mandato al tappeto i romani. A tratti è sembrato che gli uomini di Zenga stessero giocando al gatto col topo: due traverse, qualche miracolo di Ballotta, una superiorità netta a centrocampo. Sì, è vero, le due formazioni avevano motivazioni diverse, il Catania voleva sentirsi più sicuro in vista della volata salvezza, Rocchi e i suoi hanno già la mente alla semifinale di ritorno di coppa Italia, traguardo insperato a inizio stagione. Delle espulsioni, dicevamo. Su quella di Dabo, l’allenatore Rossi si è mostrato dubbioso: «Non so che cosa abbia detto il mio giocatore all’arbitro. Se ha detto qualcosa è giusto che sia stato espulso. Il fatto è che ora c’è un precedente. Crei una cosa e poi fai tolleranza zero, forse le regole sono sbagliate o applicate in modo distorto. So che ci sono delle regole e vanno rispettate. Altrimenti non c’è lo stesso metro di giudizio». Chiaro ed esplicito il riferimento ai «vaffa» di Totti di 7 giorni prima e il conseguente «giro di vite» chiesto dal gotha dirigenziale del settore arbitrale ai direttori di gara.
Nulla da eccepire, invece, sul rosso decretato nei confronti di Zauri, per il quale i laziali neanche in campo hanno protestato. Poi il signor Rossi, dopo aver ragionato sui novanta minuti appena disputati dai suoi, ha snocciolato il suo pensiero: «Abbiamo sbagliato l’approccio alla partita, loro hanno meritato di andare in vantaggio e poi siamo rimasti in dieci. Per 20’ ha giocato solo il Catania e questo non va bene». Critico, ma non preoccupato, il trainer ha comunque giustificato seppur in parte la sconfitta siciliana. Qui va poi aggiunto che anche il tecnico laziale ha avuto un pensiero per Francesco Totti: «Faccio gli auguri al capitano della Roma. Non c’entra niente con l’infortunio l’episodio di Udine. Gli faccio gli auguri perché è un giocatore importante per il calcio capitolino e italiano, quando succedono queste cose la rivalità non c’entra».
Dall’altra parte della barricata ha parlato Zenga, che ha comunque sottolineato le difficoltà dei suoi nel portare a casa l’intera posta in palio: «Era importante vincere, abbiamo giocato con grande determinazione riuscendo a ottenere tre punti pesantissimi. Quanta fatica, però, anche contro una Lazio ridotta in nove».