Espulsioni, il prefetto di Milano ordina le prime 4

Primo provvedimento lampo nella metropoli lombarda il giorno dell'entrata in vigore del provvedimento. Il vice sindaco De Corato: "Segnale importante"

Milano - È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto che consente ai prefetti di allontanare i cittadini comunitari ritenuti pericolosi. Il decreto è in vigore da oggi e sono già scattati i primi provvedimenti. Il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, ha già firmato i primi quattro ordini di allontanamento nei confronti di altrettanti romeni.

Le udienze dai giudici di pace Uno ha raccontato di essere rientrato in Italia nove giorni fa perché doveva andare a Roma per far visita a un amico. Un altro, invece, ha spiegato di essere ritornato da un mese, non solo per lavorare ma anche perché si era riappacificato con la sua ex moglie, da cui aveva divorziato, e che ora avrebbe voluto risposare. E' quel che hanno detto ai giudici di pace Fabio Di Palma e Tommaso Cataldi due dei quattro romeni, durante l'udienza di convalida del provvedimento di allontanamento firmato dal Prefetto Lombardi. Sono i primi ad aver subito gli effetti del decreto varato l'altra sera dal Consiglio dei ministri.

I quattro uomini, a quanto pare non nomadi, con un'età che va dai 23 ai 46 anni e che in passato sono stati fermati più volte dalle forze dell'ordine, hanno tutti condanne o segnalazioni per furti o furti aggravati e inottemperanza a un precedente decreto di espulsione, che risale quando non erano ancora cittadini dell'Unione Europea. Uno è stato anche accusato di omicidio colposo per un incidente automobilistico. I quattro che, in base a quanto hanno dichiarato, per anni sono entrati e usciti dall'Italia, in base al nuovo decreto legge entrato in vigore oggi sono stati espulsi (o meglio, allontanati) per motivi di pubblica sicurezza. Alla convalida del provvedimento è seguito l'immediato accompagnamento all'aeroporto di Malpensa per imbarcarli sull'ultimo volo della giornata per la Romania.

Il più giovane, 23 anni, ha affermato di essere arrivato per la prima volta in Italia circa 4 o 5 anni fa e di essere rientrato da un paio di mesi perché qui "ho un fratello e alcuni amici". Il più anziano, 46 anni, oltre al fatto di voler di nuovo sposare la ex moglie - anche lei romena con un lavoro in Italia - ha spiegato di aver varcato il confine italiano già nel '93: da allora aveva lavorato saltuariamente come operaio nel settore dell'edilizia. Un altro, 33 anni, ha affermato di essere arrivato dall'Austria e di trovarsi qui per cercare lavoro. Il quarto, 29 anni, secondo la sua versione ha lasciato la Romania nel 2004 ed è stato anche in Francia: ha lavorato sia come panettiere sia come barista e ora era in procinto di andare a Roma, da amici.

De Corato: "E' un segnale importante" "Un segnale importante e un risultato dell’ottimo lavoro di equipe svolto con la polizia municipale, supportata dalla polizia di stato, che dalla fine di luglio ha incessantemente lavorato per l’identificazione dei rom che vivono sulle strade o nei campi nomadi", commenta il vice sindaco di Milano Riccardo De Corato a proposito delle prime espulsioni decise dal Prefetto del capoluogo lombardo. "Questo provvedimento - aggiunge - fa onore alla Prefettura di Milano che è la prima in Italia ad applicare le espulsioni di rom romeni in virtù del decreto legge appena approvato. Ed è l’esito di un lavoro antesignano del Comune che sin da luglio, su mia sollecitazione, ha messo in pratica il decreto legislativo che recepiva una direttiva Ue sul soggiorno dei comunitari oltre i 90 giorni. Grazie al lavoro dei vigili si è, infatti, raggiunto l’obiettivo di un capillare censimento dei rom che vivono nei campi autorizzati e di quelli presenti sulle strade. Oggi - conclude De Corato - con gli allontanamenti firmati dal Prefetto cogliamo i primi frutti di un lungo lavoro".