Espulsioni rinviate, manca l’aereo

Nuova ondata di provvedimenti in tutt’Italia contro piccoli delinquenti. Ma nel weekend non partono voli per Bucarest. Le prefetture hanno registrato 31 nuovi casi. A Milano i due romeni da rimpatriare non sono considerati pericolosi. A Roma decreti contro una prostituta e un ungherese in Italia da dieci anni

da Milano

Non proprio un criminale da black list, eppure. L’hanno fermato per strada, identificato e portato in Questura a Milano. E lui, romeno di 22 anni, una denuncia già ce l’aveva. Furto di uno zaino e tanto basta. Rimpatriato, ma senza fretta. Perché in tempi di frenesia da «sicurezza» accade anche questo. Accade che è meglio non arrestare di sabato, perché sabato di voli per Bucarest nemmeno a parlarne. E a dirla tutta, non se ne parla fino a martedì. Nel frattempo, il ragazzo si ferma in un centro di permanenza temporanea. Ospite in un cpt, ultima frontiera delle espulsioni in «differita».
Un caso limite, forse, o forse no. Perché la formula è comunque la stessa, e a leggerla fa pure un certo effetto. Rimpatri «per imperativi motivi di pubblica sicurezza». Firma in calce del prefetto, e viaggio di sola andata per la Romania. È il new deal post-decreto, una corsa a chi caccia prima e di più. Roma, Milano, Torino, Genova, Lecce, Firenze. Il pallottoliere s’aggiorna, 31 i nuovi provvedimenti. Tutto d’un colpo si scopre l’emergenza. E pazienza se la «caratura» del malvivente passa in secondo piano, col rischio che ad essere imbarcati siano piccoli delinquenti. E che a terra restino i criminali. Quelli veri.
E in effetti, sempre a Milano, nessuno dei due romeni espulsi (il secondo è accusato di furto e rapina) è considerato della autorità un «pericoloso criminale». Piuttosto, si parla genericamente di «soggetti che possono destare allarme sociale». Giudizio che non cambia l’effetto del foglio di via. Da Milano a Roma, la sostanza cambia di poco. Sono tre i decreti di espulsione firmati dal prefetto Carlo Mosca, nei confronti di due cittadini romeni (una donna e un uomo) e di un ungherese. Lei, una prostituta di 26 anni già condannata per associazione a delinquere e sfruttamento della prostituzione, era stata fermata otto volte nell’ultimo mese. Il suo connazionale, invece, «solo» tre volte per ricettazione e furto. L’ungherese, infine, ha precedenti per aggressioni, armi, e guida in stato di ubriachezza. E se davvero è un pericoloso delinquente, lo sarà stato anche nel corso dei dieci anni durante i quali ha vissuto da clandestino in italia.
Criminali di ieri, espulsioni di oggi. Anche a Torino. Di decreti, infatti, il prefetto Goffredo Sottile ne ha firmati due. All’aeroporto di Caselle sono stati accompagnati due romeni con precedenti per ricettazione, furto e falso. E uno di questi - nemmeno a dirlo - in Italia era di casa. Espulso nel 2006, infatti, era rientrato nel maggio di quest’anno.
Controlli, blitz, identificazioni. Leit motiv di una giornata passata tra campi nomadi e Questure di mezzo Paese. Così a Firenze, dove le forze dell’ordine hanno «battuto» diversi insediamenti abusivi e fermato 30 persone. Il bilancio nel capoluogo toscano si chiude con le espulsioni di due cittadini romeni accusati di furto, rapine e ricettazione. A Genova, invece, i romeni rimpatriati sono stati 17, mentre a Lecce - dopo un controllo su 150 persone - il decreto è stato firmato per cinque rom. Un pacchetto famiglia. Perché ad essere allontanati «per imperativi motivi di pubblica sicurezza» sono madre, padre e tre figli. Minorenni compresi.