Espulso tunisino «reclutatore di guerriglieri»

È salito a quota quattro il numero degli espulsi dal nostro Paese perché ritenuti presunti fiancheggiatore del terrore. Stavolta la «messa al bando» è toccata al tunisino Ben Said Faycal, che dopo l’interrogatorio con la Digos, nelle prime ore della mattinata di ieri, ha ricevuto il foglio «di via» dal nostro territorio. Un’espulsione che dimostra ancora una volta la linea «intransigente» del Viminale. Una decisione maturata sempre per «motivi di ordine pubblico e di pericolo per la sicurezza nazionale». Tradotto: intorno alla figura del tunisino espulso l’ombra di gravi e precisi elementi che lo legherebbero a cellule terroristiche islamiche operanti in numerosi Paesi, oltre al ruolo di reclutatore di combattenti islamici. Ma il ministro Pisanu, da Newcastle in Gran Bretagna, invece, tira il freno a mano sulle espulsioni e fa sapere che dopo quelle dei giorni scorsi «non sono prossimi altri provvedimenti di espulsione». Intanto, durante i lavori del Consiglio dei ministri degli Interni per dar vita a un unico documento antiterrorismo Ue, l’Italia guadagna punti. «Da parte dei colleghi europei - scandisce Pisanu - c’è stato molto interesse e una valutazione positiva sulle misure antiterrorismo recentemente approvate in Italia».