Esselunga taglia i prezzi e vende di più

da Milano

In crescita le vendite 2005 di Esselunga, e le previsioni per il 2006 sono ancora migliori. Un risultato ottenuto - sottolinea in una nota il gruppo Supermarkets Italiani, che controlla il 100% di Esselunga e fa capo a Bernardo Caprotti - «in un anno contrassegnato da un’intonazione debole dei consumi e da perduranti difficoltà del settore della grande distribuzione»: le vendite consolidate hanno raggiunto quota 4.378,9 milioni, con un incremento del 4,8% rispetto al 2004. In linea con l’esercizio precedente l’utile netto di gruppo, a quota 107,2 milioni (erano 107,8 nel 2004). Elevato il livello degli investimenti netti: 314,7 milioni, dedicati allo sviluppo e ammodernamento dei punti vendita.
La società sottolinea inoltre come la redditività operativa si sia mantenuta «stabile e su livelli più che soddisfacenti», con un margine operativo lordo pari a 381,8 milioni, «malgrado una pronunciata deflazione dei prezzi di vendita e un sensibile incremento del costo del lavoro» a seguito del rinnovo del contratto collettivo. Nel 2005, infatti, il gruppo ha operato un riposizionamento della sua strategia di offerta, attuando un taglio dei prezzi pari al 4,2% sulla totalità degli articoli in vendita, contro l’1,9% di inflazione Istat. Si tratta della seconda manovra sui prezzi, dopo il taglio del 2,2% attuato nel 2004. «Grazie a questa strategia, perseguita con coerenza e continuità, il gruppo è tornato ad essere leader in Italia in termini di prezzi di vendita», afferma la società.
Nella prima parte del 2006, poi, la dinamica positiva delle vendite ha subito un’accelerazione, grazie all’acquisizione di nuovi clienti, tanto da far ritenere «ragionevole» per Esselunga un incremento delle vendite consolidate superiore a quello registrato nel 2005.
Fra l’altro, nel 2005 la struttura societaria di Esselunga è stata razionalizzata, attraverso una scissione che ha dato vita a una nuova realtà, anch’essa interamente controllata da Supermarkets Italiani: «La Villata Immobiliare di Investimento e Sviluppo», il cui patrimonio è prevalentemente rappresentato da 84 immobili commerciali e da alcune inziiative di sviluppo.