Per esser la più bella del reame punta su Don Carlo e Orfeo

Lissner presenta il nuovo cartellone. Si parte con Verdi. Il maestro Gatti sul podio. Nel 2009 tournée da Tokyo a Tel Aviv

Milano - La Scala di Stéphane Lissner? Prolifica come mai lo è stata, in equilibrio fra tradizione e novità, calamita dei grandi nomi della musica ma anche del teatro. E sempre più in viaggio per il mondo. A tre anni dall’insediamento, il sovrintendente Lissner ha presentato ieri la stagione 2008-2009. Un cartellone che raccoglie i frutti di questo operato triennale, ha la sua stella polare nel 2013, l’anno delle celebrazioni di Verdi e di Wagner, e si proietta verso il 2015 con una Scala che conta di essere la più bella del reame Expo. Lissner illustra il futuro immediato e spinge lo sguardo in là, tanto da mettere in pace gli animi di chi teme che prenda il volo per altrove. Anzitutto per Berlino, la città quartier generale del direttore scaligero Daniel Barenboim. Berlino ha fatto una proposta allettante a Lissner pronto a dichiarare: «Sono arrivate richieste anche da una città europea e americana. Una volta a Milano, ho detto che sarei rimasto qui per realizzare il progetto artistico fino al 2013. Ma non dipende solo da me, in Italia vige una legge per cui allo scadere del quarto anno è il Cda a decidere se riconfermare il sovrintendente. Se le cose rimangono come oggi, non ho ragioni per andarmene». Il vicepresidente del cda, Bruno Ermolli, ha colto la palla al balzo per appellarsi alla sensibilità del ministro perché uniformi la figura del sovrintendente agli standard europei, che prevedono una carica lunga sei anni.

La stagione in numeri è la seguente: 283 alzate di sipario, quattordici opere, sette le italiane, quattro nuove produzioni, tra cui il titolo inaugurale del 7 dicembre cioè Don Carlo di Verdi con Gatti sul podio e Braunschweig alla regia, Filianoti e Furlanetto. Nuovo anche Orfeo di Monteverdi diretto da Alessandrini e Wilson alla regia, così pure Assassinio nella cattedrale di Pizzetti diretto da Renzetti e con il regista Kokkos. Fra le riprese figurano i tre ultimi titoli inaugurali, Tristano, Aida, Idomeneo. Non c’è nessuna nuova produzione firmata Barenboim che in compenso se ne aggiudicherà tre nel 2009-10, all’annunciata prosecuzione della Tetralogia di Wagner si affianca una Carmen nuova con un regista italiano di ultima generazione. Del resto, l’idea di Lissner è quella di aprire la Scala «ai più grandi nomi del teatro italiano». E non mancheranno strizzate d’occhio a personalità lungi dall’ortodossia scaligera, anticipazione che ha la sua premessa nella regia de Le convenienze e inconvenienze teatrali di Donizetti (altra nuova produzione) affidata ad Antonio Albanese.

Sarà Barenboim a riportare in auge il suo Tristano del 7 dicembre scorso e un’Aida fatta poi sbarcare a Tel Aviv e a Tokyo, e ciò nell’ambito delle trasferte a pioggia che fanno del 2009 l’anno delle tournée scaligere. Proprio sull’internazionalità punta Letizia Moratti, sindaco di Milano e presidente del cda. Che loda «una produttività in crescendo che fa della Scala, con un bilancio in attivo di 1.200.000 euro, un esempio di efficienza». A ravvivare l’internazionalità giungono anche i petrodollari emiratini che vedranno la Scala, assieme al Guggenheim e al Louvre, giocare un ruolo di primo piano ad Abu Dhabi, il futuro polo culturale del medioriente.

Quanto alla musica pura, il 2009 sarà l’anno del pianista Pollini e del suo celebre Progetto che si intreccia inoltre con quello di Barenboim in omaggio a Beethoven-Schoenberg. Quanto alle anticipazioni, spuntano per il 2011 un’opera commissionata a Battistelli ispirata al film documentario di Al Gore, così come torna in pista – ma senza Daniel Oren sul podio - l’Andrea Chénier levato dal cartellone di quest’anno.