Ma essere belle non è una colpa

Alcuni genitori di una scuola milanese sono in rivolta, e una mamma ha voluto addirittura ritirare la figlia dalla classe. Ce l’hanno con il ministro Gelmini? Macché, stavolta no. Con la pessima qualità del cibo o dell’insegnamento? Neppure. Qualche docente manesco, allora, se non addirittura sospettato di pedofilia? Acqua, acqua. Stavolta un gruppo di genitori è riuscito a stupirci (...)
(...) con una protesta speciale: la nuova insegnante toccata ai loro pargoli è troppo bella, anche se non si ha notizia che compaia tra i banchi sventolando pon pon in pose discinte, né che sia più prossima all’analfabetismo che alla cultura (capita). Anzi, Ileana Tacconelli ha 27 anni, due lauree e fa la maestra. La sua colpa, oltre alla bellezza, è di essere stata una giovanissima Miss Abruzzo, poi candidata a Miss Italia, e - addirittura - di avere posato per delle fotografie in bikini e per dei video comparsi su YouTube ma non più visibili.
Heinrich Heine diceva che, per una donna, «la bruttezza è già metà della strada verso la virtù». Ammesso sia vero, non è certamente vero che la bellezza sia un impedimento a essere una brava maestra, caso mai il contrario. Ne avessi avute io di insegnanti carine, invece di quei cerberi che ebbi. Ma non voglio mettermi anch’io a fare discriminazioni estetiche, e immagino che la protesta nasca dal passato di Miss fotografata piuttosto che da una bellezza oltre la media.
Ma, anche in questo caso, è ben strano il comportamento di quei genitori. Che non mandano i loro figli a una scuola islamica, badate, bensì nientemeno che al Collegio San Carlo di Milano, uno degli istituti migliori e più affidabili della «capitale morale», anche perché la retta costa cara e ci vanno molti pargoli di gente illustre.
Invece le reazioni di quei genitori, di quella mamma, sono da provincia bigotta, da profondo sud anni Cinquanta. Oppure, ma è quasi peggio, da tutto ciò che è stato contaminato da un accenno di sesso e dalla televisione. Come se avere cercato di farsi strada con la bellezza fosse un marchio d’infamia, un precedente morale pericoloso, un preludio a una vita da pubblica peccatrice, da corruttrice di minorenni. E dire che leggo in primo piano, sul sito del Collegio: «La persona al centro. Educare alla ricerca della Verità, alla Libertà responsabile e alla Solidarietà effettiva». Alla faccia della Verità, della Libertà e della Solidarietà effettiva.
I responsabili del Collegio potrebbero opporre ai genitori riottosi la frase evangelica che pure campeggia in cima al loro sito: «Verranno da Oriente e da Occidente, da Settentrione e da Mezzogiorno e siederanno alla mensa del Regno di Dio» (Lc. 13, 29). Più sobriamente, si sono limitati a ribattere che l’ex Miss Abruzzo è preparata e ha requisiti professionali inoppugnabili. Forse, oltre agli insegnanti, dovrebbero selezionare di più i genitori, che avranno pure diritto di sedersi alla destra di chi vogliono, ma non quello di dare scandalo fingendo uno scandalo che non c’è.
Piuttosto, direi che Ileana Tacconelli ha permesso alla società italiana uno scambio vantaggioso: una velina in meno, una brava insegnante in più.
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