Essere liberi di pensare non è cosa da poco

(...) Sì direttore. Te lo diciamo con semplicità di cuore, senza falsa retorica, con il rischio di apparire anche «schierati». Siamo contenti di comprare ogni giorno il tuo, il nostro Giornale. Per diverse ragioni. Una delle quali è certamente la libertà cui tu stesso facevi riferimento e che è caratteristica del quotidiano diretto dall'amico Mario Giordano, al quale da subito, via sms, è andata la nostra solidarietà in questo periodo di particolare acrimonia «partitica».
Quale libertà? La libertà di pensare in modo diverso dagli altri e la possibilità che tu, devo dire sempre, concedi di esprimere le opinioni personali sul tuo giornale.
Continuate così. Ve lo dico da lettore. A raccontare le storie, belle e brutte, tristi e allegre. Come la storia di Francesca Montalto, consigliere municipale del quartiere genovese di Nervi, stroncata da un male incurabile. Che bello il racconto fatto da Federico Casabella. Un inno alla vita, anche passando attraverso il dolore della morte. Un «requiem» melodioso suonato con coraggio da una donna che, pur ammalata di cancro, ha voluto restare fino all'ultimo a servizio della sua comunità, della sua gente, della sua terra. E poi ancora le storia di Eluana, la testimonianza di Pasquale Crisafulli, il racconto di Mario Melazzini. Continuate a raccontare l'uomo, rispettando la sua dignità. Senza accenti volgari e scandalistici. Senza essere mai giudici, senza salire mai in cattedra. Facendo parlare sempre loro, i protagonisti. Non gettando mai in pasto al mercato mediatico «la storia». Magari strillata in prima pagina, senza preoccuparsi di calpestare i protagonisti, nelle loro situazioni spesso difficili. Perché, la vera laicità è dare spazio a tutti, accettando l'opinione di tutti. Un ultima riflessione. Concedimela. È vero ciò che scrivi: «la bellezza è promessa di felicità». Si direttore, è vero, e l'uomo è, per quel che mi riguarda, la creatura più bella ed affascinante che popola questo nostro pianeta malato. E allora coraggio! Senza paura, continuate a raccontarci dell'uomo, delle sue storie, dei suoi dolori, dei suoi amori. Noi continueremo a leggervi sempre... con gioia.