«Essere poligami? Un ostacolo in più all’integrazione»

Paul Bakolo Ngoi

La legge sull'ingresso dei cittadini stranieri in Italia è da sempre stata accompagnata da numerose polemiche. La sua applicazione poi viene agevolata o complicata secondo le singole questure. Alla fine a fare la differenza è l'uomo. È noto a tutti che in Italia ci sono delle questure che privilegiano gli aspetti umani, altre che invece badano a eseguire le normative. Qualche giorno fa, abbiamo incontrato Massud, 46 anni, cittadino iraniano, lavoro regolare, una moglie e tre figli. Da qualche giorno, l'uomo si trova di fronte un dilemma. «In Iran sono bigamo. La mia seconda moglie che non voleva venire in Italia, ora chiede di raggiungermi. Non so cosa fare e come comportarmi. A chi devo rivolgermi?». Massud vive in Italia da sei anni e la prima moglie lo ha raggiunto quattro anni fa e uno dei suoi figli è nato a Milano. Quello della poligamia o della bigamia è un problema per molti extracomunitari di fede islamica. Se molto paesi musulmani tollerano e accettano la situazione, in Italia le cose non funzionano così. «Assolutamente, ci dice un agente dell'ufficio stranieri, una moglie basta è avanza. Il nostro ordinamento giuridico non accatta la bigamia. È chiaro. O non ne dichiarava nessuna e se ne ha dichiarata una, la legge italiana riconosce quella, poi ognuno a casa propria fa quello che vuole. Non esistono soluzioni di comodo o questure accomodanti. La legge è uguale per tutti». Per Massud il dilemma permane e non c'è santo o profeta che gli possa venire in soccorso. Solo lui può trovare una soluzione anche se all'orizzonte e dal punto di vista legale in Italia, solo una moglie viene riconosciuta. La questione comunque rimane e il dibattito rimane aperto. Non cambia molto per l'uomo che dichiara di amare entrambe le mogli anche se di fatto vive con una in Italia e l'altra la vede ogni tre mesi con il permesso del datore di lavoro che ha trovato un accordo per mantenere unita la famiglia e non creare ulteriori problemi a Massud con i suoceri.