Estate, per gli anziani l’incubo-sicurezza

Gabriele Rossi

Torna l’estate e con il caldo, le vacanze e i quartieri meno affollati, soprattutto nei fine settimana, si ripresentano anche i pericoli di truffe e rapine in casa per le persone anziane. L’altro ieri una donna di 75 anni è stata aggredita nel suo appartamento in via Attilio Ambrosini, all’Eur, da due false assistenti sociali che l’hanno derubata dei suoi risparmi, circa cinque mila euro in contanti, in parte recuperati dalla polizia. Si tratta solo dell’ultimo episodio in ordine di tempo. Nei giorni scorsi, ad esempio, altre due donne anziane sono rimaste vittime di rapinatori e imbroglioni sulla via Cassia e nella zona di Tor di Quinto. Nel primo caso una signora di 65 anni, insieme con la sua badante polacca di 45 anni, è stata legata e imbavagliata da un gruppo di banditi penetrati nella sua abitazione in via del Casale di San Nicola, alla Storta. Nel secondo episodio, invece, una pensionata è stata costretta con l’inganno a prelevare soldi dal suo conto corrente bancario e a consegnarli ad una giovane donna che poi, prima di lasciarla andare, l’ha fatta girare in macchina sotto il sole per alcune ore per disorientarla. Storie di ordinaria delinquenza che, tuttavia, ripropongono il problema della sicurezza per la terza età, sempre più presente a Roma e provincia. Negli anni scorsi, anche nel 2004, sono state prese iniziative per proteggere le fasce più deboli della cittadinanza, e proprio il numeroso «popolo» dei pensionati e delle persone anziane, esposte al rischio di restare vittime di criminali senza scrupoli nei mesi estivi. Quest’anno, però, i ripetuti fatti di violenza registrati dalle cronache hanno alzato il livello d’allarme. Fra i pericoli maggiori che gli anziani, uomini e donne, devono affrontare c’è quello rappresentato dal fenomeno delle false assistenti sociali. Due giorni fa, in via Ambrosiani, due donne vestite in maniera elegante si sono presentate a casa della loro vittima spacciandosi per impiegate addette alla verifica della consegna delle pensioni. Sicure di carpire la buona fede della padrona di casa le due truffatrici sono riuscite a farsi aprire la porta e, una di loro, anche a fingere di andare in bagno. Uno stratagemma usato spesso dalle false assistenti per poter curiosare nell’appartamento delle loro vittime mentre la complice distrae l’anziana con domande sul suo stato di salute, sulla pensione, sui nipoti. Così hanno fatto anche le due malviventi che hanno colpito all’Eur. Dopo aver arraffato i risparmi della vittima, però, le truffatrici hanno sbagliato qualcosa e hanno insospettito la pensionata che le ha messe in fuga. Meno fortunate sono state le altre due vittime dei malviventi alla Storta e a Tor di Quinto. In entrambi i casi, infatti, i colpi ai loro danni sono stati messi a segno e i criminali vengono ora ricercati dalle forze dell’ordine.
Ma l’estate è appena iniziata. Per questo è previsto un aumento della sorveglianza in molti quartieri, soprattutto in periferia, dal Tiburtino all’Ostiense, dall’Aurelio al Casilino, dove in alcune zone è molto alta la densità abitativa di persone anziane che abitano da sole. I malviventi sono in agguato e utilizzano diverse tecniche per avvicinare le loro vittime, vincere le loro resistenze e, infine, derubarle di tutti i loro averi. Oltre a quello delle assistenti sociali, i travestimenti dei banditi sono molteplici: il figlio dell’amministratore di condominio incaricato dal padre di riscuotere le bollette, oppure la persona incaricata di consegnare una fantomatica eredità alle vittime, il benefattore miliardario. E ancora molti altri.

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