Un’estate intelligente a Mykonos per scoprire la regina dell’Egeo

Il tempismo è tutto. Per vedere la Mykonos che merita bisogna giocare d'anticipo e partire entro luglio, altrimenti meglio aspettare e prenotare per settembre. Agosto è da scartare. È il mese più affollato in cui la reginetta delle Cicladi diventa la destinazione di vacanza di tanti, troppi turisti. Che rinnovano il tormentone dell'isola degli eccessi, delle feste sulla spiaggia a tutta movida e divertimento.
Prima e dopo il boom agostano, invece, è diversa, decisamente diversa. Senza code per le stradine che attraversano la sua piccola superficie, lunga quattordici chilometri e larga undici, senza fiumi di gente per il centro e in giro, torna a galla quel tocco un po' brullo e un po' snob che la fece diventare l'approdo più famoso della Grecia già ai tempi di Onassis. E senza calca, per non dire ressa sguaiata, le molte spiagge che la costellano (le più belle sono nel versante sud) tornano al loro autentico splendore.
La baia del Paradise, diventata celebre per l'aperitivo on the beach del Tropicana, ritrovo fisso nel periodo di alta-altissima stagione, è irriconoscibile a giugno, luglio come a settembre. Il mare pulito e la sabbia dorata incorniciano una spiaggia deserta e ben attrezzata. Lettini e ombrelloni ordinatamente disposti conciliano il relax, il bancone alle spalle offre ombra e bibite fresche, la vacanza prende un ritmo soft. Più raffinata l'atmosfera che si respira all'Eliá, qualche chilometro a ovest rispetto al Paradise. Anche qui lettini di legno e ombrelloni di paglia, ma la spiaggia è più ampia, la sabbia più fine, il panorama è aperto sul mare, ma chiuso alle estremità da alture puntellate di casette bianche in tipico stile greco. Alle spalle c'è un ristorantino dal design essenziale: tavoli bianchi, sedie abbinate, amache in corda, sofà coperti di cuscini sui toni del celeste. Menù di pesce con vista impagabile inclusa nel prezzo. Ci si sposta ancora più a ovest e si arriva a Kalafatis per trovare Bandiera Blu, Meltemi, il vento locale, onde e un indirizzo esclusivo, La Residence Myconos (www.laresidencemyconos.com, camera doppia da 400 euro con colazione). Per gli appassionati di windsurf è questa la spiaggia numero uno di Mykonos. Per le famiglie, invece, è Platýs Gialós, tre chilometri a sud di Mykonos-città. Attrezzata per sport acquatici e circondata da alberghi e ristoranti costruiti in armonia con il paesaggio, offre a genitori e bambini un lungo tratto di sabbia e un servizio regolare di barche, ideale per escursioni dirette alle baie vicine.
Cambia lo stile del paesaggio lungomare e cambia anche l'aspetto della Chóra (Mykonos-città). Libera da arrembaggi turistici, si presenta come il classico e pittoresco villaggio cicladico: un dedalo di casette cubiche e vie strette. Costruito così per rompere il vento e far fronte alle incursioni di pirati, è il paese-labirinto più amato della Grecia e dai greci. Visitarlo e perdersi fa parte della vacanza. A dare il via al tour in loco è Pétros, il pellicano-mascotte dell'isola, sempre in posa sulla banchina da cui partono i traghetti per Delos, Tinos, Naxos e tutte le isole vicine. Di fronte, guardando il mare sulla sinistra, comincia una passeggiata lungomare, diventata di recente punto di struscio e ritrovo (primo indirizzo da testare è il Jackie O', nuovo locale molto glamour). Sul versante opposto, si cammina tra negozi tipici, altri più turistici, molti ristoranti e qualche galleria d'arte.
Un tris di tappe storico culturali sono d'obbligo. La prima porta al Museo Archeologico. Allestito in un edificio neoclassico, conserva una ricca collezione di sculture romane ed ellenistiche, gioielli e rilievi funerari del VI e VII secolo a.C. La seconda al Museo del Folclore, che, situato vicino ai mulini che dominano il kastro di Mykonos, custodisce ricami, tessuti, ceramiche, oltre al primo pellicano Pétros dell'isola (imbalsamato). La terza è la Panagía Paraportianí, un'antica (risale in parte al 1425, in parte al XVI-XVII secolo) e particolare chiesa formata da cinque cappelle: quattro al piano terreno e una al piano superiore. Da qui il percorso scende verso il borgo (finto, ma comunque bellissimo) di pescatori Alevkandra, detta la Piccola Venezia. In fila indiana, si cammina lungo la sfilata di tavolini e terrazze dove, specie al tramonto, inglese, francese, spagnolo e italiano si mescolano al greco in una sorta di esperanto europeo. Informazioni e prenotazioni: www.viaggidellelefante.it. Fino al 23 luglio pacchetto con volo e sette notti in doppia deluxe presso La Residence Mykonos da 1.320 euro a persona.