Estate nera anche a Heathrow: per l’imbarco code fino a due ore

Un jumbo carico di pacchi. Non è l’aereo di Babbo Natale, ma il volo speciale diretto in Nord America per restituire ai legittimi proprietari i bagagli persi nello scalo londinese di Heathrow. Il jumbo da solo non bastava e così sono partite flotte di furgoni strapieni di borsoni, da recapitare ai vacanzieri atterrati in Europa per godersi una bella vacanza e ritrovatisi senza neppure lo spazzolino da denti.
«Follia di bagagli» ha titolato in prima pagina l’Evening Standard, perché non si tratta di una giornata nera ma dell’estate più cupa per lo scalo londinese. All’origine del caos la mancanza di personale. Tra gli assunti, infatti, un centinaio ogni giorno vengono dirottati all’addestramento per la gestione del nuovo Terminal 5. «Ci vuole pochissimo e l’intera operazione diventerà impossibile - denuncia un funzionario di una linea aerea -. Stiamo pregando di passare il prossimo mese senza incidenti». Per questo sono stati chiamati a dare una mano persino volontari e agenzie esterne stanno fornendo nuovi addetti. Ma in vista del culmine del traffico estivo, il personale non basta ancora.
Dove siano stipate tutte le valigie sembra un mistero. Il quotidiano britannico ha parlato di un deposito a Milano, dove sarebbero stati ammucchiati i bagagli non ancora consegnati. Molti altri, invece, affollano ancora i corridoi di Heathrow e altri finiranno all’asta. Sono le valigie che per pigrizia non vengono più reclamate, uno spaccato di ricordi venduto a curiosi per pochi euro. I guai non riguardano solo i bagagli. Ai passeggeri in partenza da Heathrow non basta incrociare le dita lasciando la valigia al check-in. Ritirato il biglietto, devono prepararsi ad affrontare una coda interminabile per l’imbarco. Dopo i mancati attentati terroristici di fine giugno, i controlli di sicurezza sono diventati ancora più minuziosi. Nell’ultima settimana il tempo medio d’imbarco è stato di un’ora e 28 minuti. «Per rendersi conto dell’assurdità della situazione - ha detto un pilota della compagnia di bandiera britannica - basti pensare che per andare a Milano occorrono circa 90 minuti».
«Una vergogna», tuona il sindaco della capitale Ken Livingstone. «Un problema, è vero, ma non certo un’esperienza così orrenda», minimizza il sottosegretario al trasporto aereo Jom Fitzpatrick. Dovrebbe andare a dirlo ai passeggeri furenti, che sono cose che capitano: in migliaia hanno tempestato di mail il sito delle lamentele aperto per l’occasione dal Daily Telegraph.